CILA e SCIA, parole chiave dei Bonus edilizi ma la verità nascosta fino ad oggi è questa

CILA e SCILA sono parole chiave di una ristrutturazione edilizia. Due comunicazioni con un termine ultimo, scopriamo quale.

Geometri, ingegneri, architetti utilizzano principalmente due pratiche edilizie, la CILA e la SCIA. Vediamo quando servono il relazione ai Bonus edilizi.

CILA SCIA
InformazioneOggi.it

Parlando di Superbonus, Bonus facciate, Bonus Mobili, inevitabilmente salta fuori la sigla CILA. Si tratta della Comunicazione Inizio Lavori Asseverata presentata dal proprietario di un immobile da ristrutturare, dall’affittuario o dal professionista incaricato al Comune territorialmente competente. Il coinvolgimento di un tecnico abilitato è necessario perché dovrà dichiarare che le opere effettuate tramite CILA rispettano la normativa vigente. Inoltre dovrà realizzare gli elaborati grafici. Gli interventi che necessitano di CILA sono quelli rientranti nelle manutenzioni straordinarie “leggere”. Rifacimento delle fognature, riordino degli spazi interni, spostamento di tramezzi, apertura o chiusura di porte e finestre, installazione di canne fumarie, frazionamento di un appartamento, rifacimento dell’impianto idrico ed elettrico, di condizionamento e riscaldamento nonché la ristrutturazione dei bagni.

Per tutte le altre opere occorre presentare la SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Il documento sostituisce la CILA in caso di interventi su elementi strutturali, di rifacimento del tetto, di consolidamento delle fondamenta, realizzazione di un solaio.

CILA e SCIA, le direttive nel 2023

Di CILA e SCIA si sente parlare spesso in relazione ai Bonus edilizi, Superbonus in particolare. La manovra di bilancio ha stabilito, infatti, la possibilità di continuare ad usufruire del 110% solamente avendo inviato la CILA entro il mese di novembre. Con riferimento alle villette unifamiliari, poi, la Legge di Bilancio ha designato due uniche strade da intraprendere. Se i lavori sono stati avviati dopo il 1° gennaio 2023 l’aliquota sarà del 90% a condizione che l’immobile da ristrutturare sia una prima casa e che il proprietario abbia un reddito inferiore a 15 mila euro. Se, invece, gli interventi sono iniziati nel 2022 e se al 30 settembre 2022 hanno raggiunto uno Stato di Avanzamento Lavori – SAL – di almeno il 30% allora le spese sono agevolabili al 110% fino al 31 marzo 2023.

La direttiva è chiara con riferimento alla CILA Superbonus. Non rientrando nei termini designati si potrà unicamente approfittare dell’aliquota del 90% per il 2023, del 70% per il 2024 e del 65% per l’anno 2025.

La CILA Superbonus differisce dalla normale CILA in alcuni aspetti. Deve riportare se

  • gli interventi sono ammessi al Bonus edilizio,
  • sono finalizzati alla riqualificazione energetica,
  • riguardano miglioramenti sismici dell’edificio.

Inoltre con la CILA S non è necessario attestare lo stato legittimo dell’immobile. Richiede, però, una descrizione sintetica degli interventi mentre l’integrazione con elaborati grafici è facoltativa. Altro punto fondamentale, la Comunicazione riguardante il Superbonus non può riguardare interventi di demolizione e ricostruzione. Qui entra in gioco la SCILA.

Cosa sappiamo della Segnalazione Certificata di Inizio Attività

Interventi a livello strutturale di un edificio richiedono la presentazione della SCIA. Tutto inizia con la richiesta di una visura degli atti abilitativa in modo da poter visionare concessioni edilizie, permessi di costruzione, CILA e SCIA richieste per lo stesso edificio da ristrutturare in passato. Il Comune impiegherà dalla due settimane ai due mesi per rilasciare la documentazione al cittadino richiedente. Nel frattempo l’interessato potrà effettuare il rilievo e preparare la pratica. Un mese circa e la burocrazia potrebbe essere superata.

Una volta presentata la SCIA l’attività potrà subito iniziare anche se l’Amministrazione ha 60 giorni di tempo per verificare che la documentazione sia in regola. Qualora venissero rilevate inadempienze i lavori verrebbero immediatamente interrotti. La Segnalazione Certificata di Inizio Attività ha durata di tre anni proprio al pari della CILA a meno che non ci siano indicazioni differenti. I lavori dovranno essere completati entro la scadenza o si dovrà ricominciare l’iter di richiesta daccapo.

La CILA in scadenza al 31 dicembre 2022 è stata prorogata al 31 marzo 2023 ma la SCILA? Nel testo di Legge non si leggono indicazioni specifiche. La proroga parla dei lavori di cui il 30% è stato realizzato entro la data designata (30 settembre 2022) per mantenere il Superbonus 110%.

Dopo la conclusione dei lavori cosa succede

Come vige l’obbligo di Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata esiste anche l’obbligo di Comunicazione di fine lavori. L’interessato dovrà, nello specifico, presentare gli atti indispensabili per rendere possibile l’aggiornamento catastale comunicando la fine degli interventi. Alla Comunicazione occorrerà allegare l’asseverazione del direttore dei lavori attestante, la DUR, l’attestazione di eventuale eliminazione delle barriere architettoniche, la variazione catastale legata all’intervento o la dichiarazione che i lavori non hanno alterato il classamento né la consistenza e, infine, l’APE, la documentazione di smaltimento del materiale presso una discarica autorizzata nonché l’attestazione per il rispetto dei requisiti acustici passivi.

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, invia qui il tuo quesito.

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