Testamento intoccabile, esiste sul serio e garantisce contro possibili contestazioni future degli eredi

Il testamento pubblico si differenzia dal testamento olografo per ben precisi aspetti e comporta alcuni oggettivi vantaggi per il testatore che se ne avvale, a fronte di costi specifici per l’attività di consulenza e supporto alla redazione.

Tutti sappiamo che con un testamento una persona può destinare i propri beni agli eredi, per il tempo in cui non sarà più in vita.

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Nel Codice Civile infatti si trova scritto che il testamento altro non è che un atto revocabile con cui una persona dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte di esse.

Precisiamo subito che il testamento consiste nel solo strumento per poter disporre dei propri beni dopo il decesso. Ecco perché sono da intendersi prerogative essenziali del fare testamento, assicurate dalle norme di legge, sia la libertà nell’espressione delle scelte di destinazione dei propri beni, sia la revocabilità dell’atto stesso.

Di seguito ci soffermeremo sul testamento, per capire insieme come fare a redigerlo con la partecipazione del notaio, ovvero quel pubblico ufficiale che ha un ruolo chiave nella gestione della cosiddetta successione a causa di morte. Che cosa ricordare in riferimento al cd. testamento pubblico? Quali sono gli aspetti chiave? Scopriamolo insieme.

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Distinzione tra testamento pubblico e testamento olografo

Abbiamo appena accennato dell’esistenza del cosiddetto testamento pubblico, di cui infatti si trova traccia nell’art. 603 del Codice Civile, ovvero quell’atto redatto con il contributo del notaio in presenza di testimoni. Il notaio è anche il pubblico ufficiale che deve dare lettura del testamento alla presenza degli stessi testimoni, per confermare la volontà espressa in esso.

Pertanto, tutti coloro che sono interessati a redigere un testamento per stabilire l’assegnazione dei beni, debbono ricordare che:

  • esiste non soltanto quello olografo, ovvero l’atto fatto in casa, di mano dello stesso testatore, senza il contributo di un pubblico ufficiale qual è il notaio,
  • ma anche il testamento con il supporto di un notaio, che prende appunto il nome di testamento pubblico.

Nel caso del testamento pubblico il testatore, alla presenza dei testimoni, esprimerà oralmente al notaio la sua volontà, che di seguito sarà riportata da questi per iscritto su un documento al pc, per poi essere stampato e sottoscritto dal testatore stesso e dai testimoni.

Ricordiamo anche che, in verità, solitamente i testimoni sono messi a disposizione dallo stesso studio notarile tra i propri dipendenti o collaboratori. Questo sicuramente agevola chi intende avvalersi dell’atto per indicare come saranno assegnati i propri beni dopo la morte, anche se chiaramente non contribuisce a garantire la privacy assoluta.

Vantaggi del testamento pubblico

Il testamento pubblico ha degli indubbi aspetti positivi. Infatti, a fronte di un costo complessivo dell’onorario notarile che può toccare i 3mila euro per i testamenti più complessi, colui che si avvale del notaio per questo atto:

  • potrà contare sul fatto della certezza che la firma e la grafia del testatore non saranno mai messe in discussione e nessuno potrà affermare la loro non – autenticità. D’altronde per sua natura, il testamento pubblico è un atto particolarmente ‘protetto’, perché redatto alla presenza del notaio stesso;
  • potrà contare sul fatto che sarà lo stesso notaio a informare dell’esistenza del testamento tutti gli eredi non appena gli sarà comunicata notizia del decesso del cliente, che a lui si era rivolto per la redazione del testamento pubblico.
  • sarà garantito dalla custodia del documento da parte dello studio notarile.

Proprio quest’ultimo punto è molto importante e indica quanto possa convenire questo atto rispetto al testamento olografo. Infatti lo studio potrà assicurare protezione all’atto contro rischi di perdita, dispersione, distruzione o alterazioni ad opera di terzi con intenti fraudolenti.

Inoltre, contrariamente a quanto si possa pensare, la redazione di un testamento pubblico, rispetto al testamento olografo, è complessivamente più semplice anche perché l’interessato può contare sull’assistenza diretta dello studio.

Il supporto del notaio per evitare future contestazioni degli eredi

C’è poi un punto molto importante da chiarire. Com’è noto vi sono regole specifiche in merito alla successione ed alla distribuzione delle quote nei confronti degli eredi. Ecco perché il testatore farà bene a chiedere una dettagliata consulenza al notaio prima di effettuare le scelte sulla suddivisione del patrimonio.

Non dimentichiamo infatti che il Codice Civile assegna ai familiari più stretti, vale a dire il coniuge e i figli (o, in mancanza dei figli, i genitori) delle quote minime del patrimonio del de cuius, che prendono il nome di quote di legittima, spettanti appunto agli eredi legittimari. Debbono essere determinate in modo preciso e sono intangibili dal testatore e da altri soggetti diversi dagli eredi legittimari.

E’ dunque molto importante sapere come orientarsi nella distribuzione dei propri averi con i testamento pubblico, perché in caso di lesione di dette quote, l’erede interessato a far valere il suo diritto può contestare il testamento entro 10 anni dalla morte del testatore.

Ben si comprende allora che, onde evitare guai e liti tra eredi in fase di successione, sarà auspicabile chiedere al notaio un’ampia consulenza, in modo che questi possa avere un’idea precisa delle dimensioni del proprio patrimonio e possa consigliare per il meglio. Altresì bisognerà comunicare le eventuali donazioni già fatte in vita ai propri eredi. Queste sono infatti da intendersi come una sorta di anticipazione della legittima, e dunque incidono sulla effettiva quota spettante in futuro. Ciò eviterà appunto discriminazioni e varie problematiche di ambito legale.

Considerazioni finali

Ricordiamo infine che il notaio non si limita a riportare sul documento digitale quanto gli dice il testatore. Detto pubblico ufficiale infatti “traduce” il linguaggio del testatore in linguaggio legale-tecnico in maniera che il testo sia chiaro e non contestabile da nessuno. E onde evitare malintesi o sviste la legge impone la presenza dei testimoni.

Il notaio è poi tenuto ad accertare se il testatore appaia, o meno, una persona in grado di intendere o di volere. Egli non dovrà ovviamente fare indagini mediche, né sarà tenuto a chiedere certificati che acclarino la salute mentale. Semplicemente il notaio dovrà limitarsi a verificare ciò che appare a un uomo comune e, nel caso abbia dubbi sulle effettive condizioni di salute del testatore, dovrà rifiutare l’incarico che gli viene chiesto.

Per assicurare la corrispondenza fra ciò che è stato dichiarato dal testatore e quanto scritto dal notaio nel testamento pubblico, vale sempre la regola della lettura dell’atto ad opera del notaio, con la presenza dei testimoni. Detto atto dovrà altresì indicare il luogo, il nome del notaio, la data e l’ora della sottoscrizione ed essere firmato anche dal testatore, dai testimoni ed ovviamente dal notaio che, materialmente, l’ha redatto.