Esenzione bollo auto, possiamo finalmente dire addio: la condizione è una sola

Per ottenere l’esenzione dal pagamento del bollo auto occorre soddisfare una specifica condizione. Scopriamo quale.

Solo se la propria Regione lo consente si è liberi di non pagare il bollo auto. La residenza, dunque, è la chiave del risparmio.

Gli automobilisti hanno un incubo che faticano a cacciare via, il pagamento annuale del bollo auto. È tra le imposte più odiate insieme al Canone Rai ma l’onere va corrisposto per non rischiare di pagare sanzioni e interessi. Le conseguenze economiche – e non solo – per chi non paga in tempo possono rivelarsi molto pesanti. Tutto dipende dalle tempistiche con cui si pone rimedio alla propria dimenticanza. In generale, ricordiamo che il bollo auto deve essere versato entro la fine del mese successivo alla scadenza. Ad esempio, entro domani 31 gennaio 2023 dovranno pagare gli automobilisti il cui bollo è scaduto lo scorso mese di dicembre. In caso contrario scattano le sanzioni che vanno dallo 0,1% per ogni giorno di ritardo se il ritardo rientra nei 14 giorni fino al 30% della tassa per un ritardo superiore ai due anni. Dopo tre anni di ritardo si attua la radiazione dell’auto dal Pubblico Registro. Il veicolo, dunque, non potrà più circolare. Come evitare tutto questo? Pagando regolarmente oppure dimostrando di essere esenti dal versamento.

Esenzione bollo auto, i dettagli

La normativa stabilisce che determinate categorie di persone o di veicoli possono essere considerati esenti dal pagamento del bollo auto. In alternativa possono godere di alcune riduzioni. Tutto dipende dalla regione di appartenenza. Il bollo auto, infatti, è un’imposta regionale e come tale soggetta alle direttive delle Regioni ad eccezione di alcune linee guida comuni.

Risultano esenti, ad esempio, le persone con disabilità grave accertata da una Commissione INPS. Parliamo di soggetti con ridotte o impedite capacità motorie, con disabilità psichica o mentale, ipovedenti gravi, non vedenti, sordomuti assoluti e invalidi pluriamputati. L’esenzione può essere richiesta per un solo veicolo di proprietà dell’invalidità o del caregiver che lo ha fiscalmente a carico. Condizione necessaria è che l’auto abbia una cilindrata inferiore a 2 mila centimetri cubici se benzina, 2.800 se diesel e una potenza non superiore a 150 kW se elettrica.

Possono non pagare l’imposta, poi, i titolari di un veicolo di interesse storico iscritto in un apposito Registro e di un mezzo ultratrentennale non adibito ad uso professionale. Se l’auto ha età compresa tra venti e 29 anni, invece, può contare sulla riduzione della tassa del 50%. Da non dimenticare, poi, come a livello nazionale siano esenti dal bollo i veicoli del Presidente della Repubblica e del Segretario Generale, dei Corpi armati civili e militari dello Stato e della Protezione Civile, di associazioni umanitarie, di agenti diplomatici e consolari, gli autobus di linea, le autoambulanze, i veicoli per la raccolta dei rifiuti, i velocipedi per invalidi.

Le agevolazioni da Regione a Regione

Ogni Regione, come accennato, può ampliare la normativa sull’esenzione dal pagamento del bollo auto. Tutte le riduzioni o esenzioni si possono reperire sul portale dell’ACI insieme ai modelli da compilare per la richiesta di accesso all’agevolazione e alle modalità di invio. Iniziamo, ad esempio, dalla Regione Campania.

Sul sito si legge come siano esenti i disabili in possesso di autovetture, autoveicoli per trasporto promiscuo, autoveicoli per trasporti specifici, motocarrozzette, motoveicoli per trasporto promiscuo e motoveicoli per trasporti specifici. La lista è comune a tutte le Regioni così come i limiti di cilindrata precedentemente citati. Le tipologie di esenzione, nello specifico, risultano essere quattro con riferimento alle diverse disabilità riconosciute. Per ognuna occorrerà che il richiedente includa nella domanda copia della carta di circolazione, copia della patente speciale (se prevista), copia del verbale di accertamento dell’handicap e copia del certificato attestante che l’invalido è a carico del caregiver che chiede l’esenzione.

Esenzioni e riduzioni maggiori in queste Regioni

La maggior parte delle Regioni segue le stesse direttive della Campania. Si differenzia la Valle d’Aosta che include riduzioni ed esenzioni per i veicoli elettrici alimentati esclusivamente a GPL o gas metano, con alimentazione ibrida elettrico/termica oppure ad idrogeno. Nello specifico, l’esenzione dura per cinque anni per i veicoli elettrici. Passato questo lasso temporale potranno godere della riduzione che permetterà di pagare un/quarto rispetto agli equivalenti modelli con motore a benzina. I veicoli elettrici nuovi con immatricolazione dal 2019 possono, poi, vantare di ulteriori tre anni di esenzione. I mezzi GPL o metano pagano un/quarto mentre gli ibridi sono esenti per cinque anni.

La Lombardia, poi, è un’altra Regione che ha allungato la lista di riduzioni ed esenzioni per numerose categorie di veicoli come quelli acquistati con gli ecoincentivi regionali dal 2020 al 2023, i veicoli ONLUS, i veicoli consegnati ai concessionari per la rivendita, i mezzi esportati temporaneamente in un Paese extra comunitario. Il bollo è soggetto alla riduzione del 75% per autovetture adibite al servizio pubblico di piazza, del 40% per i mezzi adibiti a scuola guida, del 50% per auto da noleggio di rimessa o per veicoli delle categorie M1 e N1 a doppia alimentazione. Continuiamo con la riduzione del 50% per i veicoli Euro 6 o superiori immatricolati dal 1° gennaio 2023 e del 20% per gli autoveicoli destinati al trasporto di cose.

Da nord a sud poche differenze

In Sicilia è prevista l’esenzione per le auto GPL, a metano, elettriche, con alimentazione ibrida o ad idrogeno così come in Puglia e Basilicata. Quest’ultima regione aggiunge alla lista i veicoli destinati al soccorso sanitario, i veicoli delle organizzazioni di volontariato e delle ONG. L’Emilia Romagna aggiunge i mezzi ecologici acquistati nel 2021 mentre la Sardegna prevede la riduzione ad un/quarto della tassa per i mezzi elettrici e i veicoli ad uso promiscuo con alimentazione del motore con gas di petrolio liquefatto o gas metano.

Da nord a sud Italia, dunque, le Regioni agiscono in maniera simile incentivando i cittadini ad acquistare macchine meno inquinanti. Per conoscere nei dettagli le direttive della propria Regione basterà accedere al portale ACI e verificare le riduzione e le esenzioni nell’apposita sezione.

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