La Lis, ovvero il linguaggio dei Segni, oggi vanterà un protagonista in più: un assistente virtuale a IA, che aumenterà l’inclusione digitale.
La lingua dei Segni è fondamentale per adulti e bambini che soffrono di sordità, e l’Italia sta finalmente colmando un gap che pesava da tempo.
Infatti forse non tutti sanno che la Lis non è un linguaggio “semplificato” e “universale”, tutt’altro. Si tratta di una lingua a tutti gli effetti che vanta regole grammaticali, di sintassi, morfologiche e lessicali. E ogni Paese possiede la sua. L’Italia solamente lo scorso 2021 ha ufficialmente riconosciuto la propria Lis.
Ne troviamo la prova nell’Art. 34-ter del Decreto Sostegni, che recita così: “La Repubblica riconosce, promuove e tutela la lingua dei segni italiana (LIS) e la lingua dei segni italiana tattile (LIST)“.
Oggi è stato fatto un ulteriore passo in avanti e una realtà italiana, QuestIT’, ha portato un importante contributo. L’azienda, specializzata in tcnologie innovative e Intelligenza Artificiale, è nata come spin-off dell’Università di Siena. Ha collaborato con il Santa Chiara Fab Lab, con l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche e con il Gruppo per lo studio e l’informazione della Lingua dei segni italiana. Il risultato? Un nuovo “assistente virtuale” in grado di capire e usare la Lis.
Grazie alle innovazioni tecnologiche e all’avvento della IA, oggi abbiamo un mezzo in più per risolvere numerosi problemi. Tra questi, l’inclusione digitale di chi non ha più capacità uditive.
Ma come funzionano i nuovi assistenti che “parlano” la Lis? In pratica troviamo un avatar sugli schermi e sui device. Al momento in cui un utente comincia a comunicare tramite i gesti, l’IA li comprende e dialoga eseguendo le richieste.
Le possibili applicazioni di una tecnologia del genere sono davvero molteplici. Qualsiasi persona che ha problemi di sordità può chiedere informazioni, così come assistere ad una lezione all’università, o ancora ricevere informazioni in Lis dal navigatore.
Il nuovo avatar è ancora in fase di apprendimento e dunque riuscirà in futuro a garantire consulenze e servizi sempre più precisi e soddisfacenti.
Ernesto Di Iorio, Ceo di QuestIT, è entusiasta, sodisfatto e fiducioso. Grazie a questa ideazione, come ha affermato lui stesso, potremo “Potenziare la digital accessibility e offrire l’opportunità ai cittadini sordi di accedere autonomamente a informazioni e servizi offerti da enti e realtà del territorio come la Pubblica amministrazione e le banche“.
Ben vengano, dunque, tutte le tecnologie che possono migliorare la vita delle persone. E complimenti al genio e alla professionalità dei ricercatori del nostro Paese.
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