Una variante Covid: Kraken ‘fa tremare’, contagi in aumento

Sono quasi trascorsi tre anni dal tristemente famoso lockdown, la pandemia si allontana dall’attualità per divenire evento dalla pregnante portata storica. Eppure il virus, a detta di alcuni, potrebbe trovare ancora il modo di infliggerci pene.

Sotto osservazione l’ultima variante, la Kraken. Ecco cosa sta accadendo in queste ore.

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InformazioneOggi

Dopo anni di tensione e battaglia al Covid 19, il mondo sta ora tirando un sospiro di sollievo, la pandemia veste sempre più i panni di endemia. La ricerca, gli studi, i vaccini, hanno dato una spinta decisiva per venire fuori dal tunnel.

Ovviamente il virus prosegue nel suo percorso evolutivo: ora a dominare è la forma Xbb.1.5. Per alcuni addetti ai lavori non sarebbe ancora il momento di abbassare la guardia, affermando come il virus sia ancora in grado di ledere.

Un virus che potrebbe ancora dire la sua, kraken

L’ultima versione del virus, chiamata Kraken, mostrerebbe quanto esso sia in costante evoluzione, con l’intento di una diffusione più rapida e un’infezione di maggiore efficacia. Questo dovrebbe essere interpretato come un monito, parere rilasciato dallo scienziato a stelle e strisce Eric Topol, a guida dell’Istituto Scripps in California, al Washington Post.

Xbb1.5 è stata battezzata con il nome di Kraken. Potrebbe contare delle differenze con la famiglia delle ultime varianti del Coronavirus, Topol sembrerebbe non avere dubbi in proposito. Attualmente non vi sono certezze sul suo livello patogeno o sui margini di virulenza, malgrado ciò la sua capacità di espansione pare si sbalorditiva. Basti pensare la velocità con cui si è diffusa sino a porsi come variante dominate a New York e presso gli Stati confinanti.

La variante Kraken è alla base di ben più del 75% delle infezioni nella Grande Mela, come pure in Connecticut, New Jersey e Massachusetts. I ricoveri tornano a salire tra le persone anziane, attestandosi su standard superati solamente dal primo tempo di Omicron.

Come prevenire una nuova fase Kraken?

Da dove passa la nostra difesa? Per il direttore dell’Istituto Scripps in California sarebbe fondamentale effettuare i booster, come pure mascherine certificate ed efficaci, test rapidi prima rassegne importanti, distanziamento e iter di ventilazione meccanica e filtraggio. Insomma, l’abituale profilassi. L’augurio è che si tratti della pure abituale (e ovviamente comprensibile) sospinta apprensione. Perché dopo tre anni di pandemia, i tanti sacrifici e dolori, i risultati raggiunti, sentir parlare ancora di distanziamento potrebbe far storcere il naso.

Certo è che la variante Xbb1.5 potrebbe darci un insegnamento, proprio come sostiene Topol. Il virus ci parla:

ci sta dicendo che non possiamo dimenticare […]ci sta dicendo che ha molti altri modi per evolversi

Non solamente sarebbe in grado di sviare o addirittura eludere la reazione immunitaria dell’uomo, ma potrebbe anche perfezionare l’insinuazione all’interno delle nostre cellule.

Cosa potrebbe quindi accadere? Che si sia alla nascita di un nuovo nucleo familiare di varianti separati dalle note omicron? L’ipotesi potrebbe essere plausibile.

Ma stando allo scienziato americano il mondo non sarebbe pronto per affrontare un simile scenario.

La vigilanza genomica nell’intero pianeta è calata del 90% dal principio del 2022. La Cina è nel pieno di una emergenza Covid senza disposizioni di mitigazione e potrebbe divenire territorio produttivo per varianti considerevoli nei mesi a venire.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici o pubblicazioni su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi)