Indennità di accompagnamento: assurdo, potrebbe non esserci l’aumento da rivalutazione

I percettori dell’indennità di accompagnamento hanno notato che, nel cedolino di gennaio, non compaiono gli aumenti della rivalutazione.

Attraverso una recente nota, l’INPS ha comunicato che l’adeguamento sarebbe stato minimo, ma non ha sottolineato se si tratta di una situazione solo momentanea oppure no.

indennità di accompagnamento
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Molti cittadini hanno segnalato un’inaspettata anomalia sul cedolino del mese di gennaio. Sull’indennità di accompagnamento, infatti, non compare l’incremento derivante dalla rivalutazione del 7,3% (del 5,3%, se si esclude l’anticipo del 2% già corrisposto a settembre).

Nello, specifico, per effetto della rivalutazione, i beneficiari avrebbero dovuto ricevere 560 euro. L’aumento, invece, è stato davvero impercettibile; da 525 euro gli assegni sono passati a soli 527 euro. In realtà, alcuni contribuenti hanno segnalato di aver ricevuto meno del previsto, ossia 521 euro al posto dei consueti 525.

Scopriamo, quindi, cosa sta succedendo.

Non perdere il seguente approfondimento: “Indennità di accompagnamento: la verità sull’aumento anche per chi percepisce il Reddito di Cittadinanza“.

Indennità di accompagnamento: le ragioni del mancato incremento

È bene specificare che l’INPS aveva anticipato che gli incrementi dell’indennità di accompagnamento sarebbero stati inferiori. Non si tratta, quindi, di un errore. Per questo tipo di prestazione, infatti, la rivalutazione non è del 7,3% ma dell’1,3%.

Altre misure, invece, hanno ottenuto un aumento pieno. È il caso, ad esempio, dell’assegno agli invalidi civili parziali, che, da 292,55 euro del 2022, è passato a 313,91 euro.

Gli effetti della rivalutazione, però, non ci sono stati anche per le indennità destinate ai seguenti soggetti:

  • ciechi civili con la sola indennità speciale: l’assegno è passato da 215,35 euro a 217,64 euro;
  • ciechi civili con pensione e indennità di accompagnamento: aumento da 946,80 euro a 959,21 euro (la cifra, invece, sarebbe dovuta essere di mille euro);
  • sordomuti con pensione e indennità di comunicazione o con la sola indennità di comunicazione: la prestazione è passata da 259,75 euro a 261,11 euro.

Ma per quale ragione l’indennità di accompagnamento è stata aumentata di appena lo 0,5%? La nota dell’INPS parla di rivalutazione dell’1,3% e nella normativa di riferimento non si fa assolutamente riferimento ad una diversificazione degli incrementi tra le varie misure di sostegno per la disabilità. L’unica regola, in tal senso, è la parziale esclusione dalla manovra degli assegni pensionistici di importo superiore a 2.100 euro lordi.

Nulla è stato detto, dunque, in relazione all’indennità di accompagnamento, ragion per cui si pensava ad una rivalutazione simile a quella delle altre prestazioni.

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I silenzi dell’INPS e del Governo

Per il momento, l’INPS non ha rilasciato dichiarazioni su questa situazione. Non ha menzionato l’anomalia neanche nella Circolare con la quale ha annunciato l’incremento ridotto per alcune indennità. L’Ente, dunque, non ha ancora specificato se la rivalutazione piena è posticipata a febbraio o se c’è bisogno di un ricalcolo delle prestazioni e neppure se gli importi saranno questi per sempre.

Si tratta di un silenzio inaccettabile, che non tiene conto delle necessità delle persone non autosufficienti che hanno bisogno del sussidio per vivere.

Molto più preoccupante è il silenzio del Governo, soprattutto da parte di un Esecutivo che ha dichiarato di voler rinnovare e migliorare il sistema previdenziale italiano ed, in particolare, l’assistenza ai soggetti con disabilità.

Non ci sono dichiarazioni da parte del Governo sulla mancata rivalutazione dell’indennità di accompagnamento. Pochi giorni fa, la Ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha sottolineato: “Con la Legge di Bilancio che ha ottenuto il via libera definitivo dal Senato, siamo riusciti a dare dei segnali importanti, in particolare per le fasce più deboli del nostro Paese, confermando l’attenzione del Governo verso i più fragili”.

Alla luce degli ultimi avvenimenti, le parole della Ministra Locatelli sembrerebbero solo vane promesse. I cittadini, invece, necessitano di risposte certe e rassicuranti. C’è in gioco la tutela dei diritti delle persone non autosufficienti e dei più deboli.