Titoli di Stato (BOT e BTP): inflazione e incertezza rendono i rendimenti più ricchi

Economia USA in divergenza: comincia a sgonfiarsi l’inflazione e le aspettative si riversano sull’Europa.

Qualcosa sembra cambiare sul fronte dell’inflazione e l’incertezza rende possibili rimbalzi delle quotazioni sui Titoli di Stato.

Inflazione
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Tutta Europa ha segnato il record nell’ultimo anno per i prezzi di prodotti agricoli ed energetici. Cereali, uova, latte, fanno registrare gli incrementi più significavi e intorno al 50%.

Oltre ai prezzi agricoli aumentano in tutta Europa le preoccupazioni per ciò che sta accadendo sui costi di produzione a causa dei rialzi energetici. La situazione è in bilico non tanto per nuove paventate mosse da parte della Russia ma per la durata eccessiva dei finanziamenti che risica sempre più le risorse dello Stato.

Per il momento tuttavia sembra calare in Italia, per il primo trimestre del 2023 il prezzo dell’energia: Con il calo delle quotazioni all’ingrosso dei prodotti energetici e gli interventi del Governo previsti nella legge Bilancio, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per la famiglia tipo in tutela si ridurrà del 19,5%. 

Un altra buona notizia in questo senso viene dal Consiglio Energia dell’UE che ha raggiunto un accordo sul tetto al prezzo del gas. Il meccanismo di correzione del mercato scatterà quando alla borsa di Amsterdam le quotazioni mensili del gas naturale andranno oltre la soglia di 180 euro a megawattora per tre giorni.

Il primo trimestre del 2023 può registrare un calo dell’inflazione in UE?

Il rigore della Banca centrale europea, criticata dato il contesto, da più parti in Europa e in Italia sembra pretendere di sobbarcarsi il rischio sistemico mettendo all’occasione in campo sistemi alternativi di finanziamento o protezione del debito.

Una situazione che si evolverà considerando i prossimi dati che arriveranno da PIL e inflazione. Tra i grandi economisti chi sembra credere nella possibilità di un’inflazione meno lunga del previsto è Paul Krugman. Vincitore del Nobel nel 2008, ha scritto sul New York Times, che superata la pandemia, causa principale negli Usa di prezzi fuori controllo, l’inflazione verrà rapidamente meno.

Si tratta di una valutazione che prende in considerazione il prezzo medio nazionale della benzina e costo degli affitti. Fattori diversi che pesano in modo diseguale in UE poiché la globalizzazione si è dimostrata meno solida e uniforme di quanto pensassimo.

Nuovi Titoli di Stato per il primo trimestre del 2023

In questo contesto il nostro Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato che nel primo trimestre del 2023 saranno emessi due nuovi titoli di stato. Si tratta delle prime emissioni per il nuovo anno che si concentrano su scadenze a breve termine; queste sono le più indicate per trarre più velocemente possibile profitto dal residuo delle incertezze che dall’inflazione Usa, possono cominciare a far rimbalzare le quotazioni dei Titoli di Stato.

Nel dettaglio si tratta di BTP short term con durata triennale e scadenza 28 marzo 2025. Il Titolo verrà offerto per un ammontare minimo di 9 miliardi di euro.

Oltre questo verrà emesso un BTP a 3 anni con scadenza 15 aprile 2026 per un ammontare minimo dello stesso valore. Durante il primo trimestre 2023 potranno essere emessi ulteriori nuovi Titoli di Stato sulla base delle condizioni del mercato. Ciò significa che le obbligazioni a breve termine si contenderanno la scena in caso di recuperi economico finanziari più rapidi del previsto dovuti al cambio di rotta dell’attuale politica di rialzo dei tassi.

Diversamente il calendario delle emissioni dei Titoli di Stato sarà più ricco di titoli a lunga scadenza. Le tempistiche di rimborso e le alte cedole stanno modificando le aspettative del mercato con l’emissione possibile di nuovi titoli con caratteristiche esclusive come il paventato BTP dedicato ai soli cittadini italiani. Vedremo se i prossimi mesi ci riveleranno sorprese.