Congedo straordinario retribuito legge 104: cosa c’è da sapere prima di fare domanda

Congedo straordinario retribuito legge 104: ecco quali sono i requisiti da verificare prima di inviare la domanda all’INPS.

Questo periodo di assenza dal lavoro, che può avere una durata massima di due anni, spetta ai lavoratori dipendenti che abbiano la necessità di assistere un familiare con disabilità grave. Ci sono però due dettagli di cui tenere conto prima di inoltrare la domanda.

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Ossia l’ordine di priorità tra i familiari per l’assegnazione del beneficio; e la necessità di instaurare la convivenza entro l’inizio del congedo, richiesta per tutta la sua durata.

Congedo straordinario retribuito legge 104: il quesito

Un nostro lettore ha inviato il seguente quesito: “Buongiorno, vorrei informazioni sul congedo straordinario. Lo prenderei per mia nonna in quanto ha un figlio che lavora e l’altro figlio (mio padre) ha una patologia e sta aspettando un intervento chirurgico. Io abito nello stesso comune ma a 27 km di distanza, devo cambiare residenza? Farei solo un mese o due giusto per abituarla alla badante. Io ho la mia famiglia e una figlia minorenne quindi devo venire anche a casa mia, mi troverei nei guai se a volte torno a casa?”

Come funziona il congedo biennale retribuito

Il congedo straordinario legge 104 viene concesso, come già evidenziato, secondo un preciso ordine di priorità. Ossia:

  • coniuge convivente, parte dell’unione civile convivente, convivente di fatto;
  • genitori, inclusi quelli adottivi o affidatari del disabile grave nel caso in cui il coniuge o la parte dell’unione civile o il convivente di fatto sia deceduto, mancante o con patologie invalidanti;
  • figlio convivente, nel caso in cui tutti i familiari precedentemente nominati siano mancanti, deceduti o con patologie invalidanti;
  • fratello o sorella convivente qualora gli altri familiari siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità. Solo però se tutti i parenti indicati in precedenza siano morti, mancanti oppure con patologie invalidanti.

Gli unici familiari a cui non è richiesta la convivenza sono i genitori di un figlio con disabilità grave.

Congedo straordinario retribuito: domicilio o residenza?

Per poter fare richiesta di congedo straordinario biennale è necessario che il caregiver e la persona con disabilità in situazione di gravità ai sensi della legge 104 articolo 3 comma 3 siano conviventi: ossia abbiano la stessa residenza anagrafica. Il domicilio non è sufficiente per poter ottenere il beneficio. Questo requisito si considera soddisfatto anche quando abbiano lo stesso indirizzo e numero civico, ma interni differenti.

Un’altra possibilità concessa dalla legge, senza dover spostare la residenza, è la dimora temporanea. Possono farne richiesta coloro che dimorano nel comune da almeno 4 mesi e ha una durata complessiva di 12 mesi, trascorsi i quali l’interessato deve obbligatoriamente cambiare residenza. Quindi questa opportunità può risultare utile solo in alcuni casi specifici.

Congedo legge 104 e assistenza alla nonna

In merito alle domande poste dal lettore, evidenziamo che la nonna risulta essere una parente di secondo grado: per cui può fare richiesta di congedo straordinario retribuito solo se chi ne ha diritto prima di lui, secondo l’ordine di priorità, si trova in una delle condizioni previste dalla legge. Per ottenere il beneficio è necessaria la coabitazione, quindi il cambio di residenza (o la richiesta di iscrizione allo schedario della popolazione temporanea del Comune in cui vive la persona disabile).

Per quanto riguarda la possibilità di tornare presso la propria abitazione, bisogna fare attenzione. Il congedo biennale retribuito spetta al lavoratore che ha bisogno di assistere una persona con disabilità grave con continuità. Secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza numero 5471 del 2016, il caregiver non è tenuto a prestare assistenza 24 ore su 24, perché ha comunque una vita propria. Può quindi uscire per fare la spesa, una passeggiata o sbrigare commissioni. Ma non può abusare del congedo, ad esempio, per andare a fare una vacanza o assentarsi per un fine settimana, lasciando solo il disabile. Potrebbero essere effettuati dei controlli all’indirizzo di residenza. Se invece ci si sposta in un altro comune, ma insieme alla persona con disabilità, è comunque sempre meglio avvisare l’INPS.

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, invia qui il tuo quesito.