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Finanza

Inflazione senza freno, alta anche nel 2023: italiani preoccupati per i risparmi e non solo

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Inflazione è ancora alta nonostante l’allerta della Banca centrale europea. Gli italiani sono preoccupati per il futuro.

La BCE ha aggiornato le proiezioni economiche e da parte degli esperti l’abbassamento dei prezzi potrebbe arrivare solo nel 2025.

InformazioneOggi

Attualmente, nell’Area euro è dell’8,4% e sembra che il prossimo anno potrebbe essere del 6,3%. Quindi l’inflazione influenzerà l’economia dell’Italia e dell’intera Europa anche nel 2023.

All’inizio Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea (BCE) aveva sostenuto che i problemi economici della FED (Federal Reserve) erano maggiori rispetto all’Europa. Con le nuove previsione, però, ammette che anche la zona euro potrebbe trovarsi in una situazione rischiosa.

Inflazione così alta anche nel 2023? La situazione preoccupa gli italiani

In pratica, nonostante l’aumento dei tassi di interesse il rischio è che l’inflazione continui a restare al di sopra del 2%, limite fissato dalle banche centrali. Ora la situazione in Europa diventa più complicata e si avvicina la paura di una recessione.

I dati sui prezzi in riferiti all’Area euro non lasciano dubbi. A novembre il tasso di inflazione annuo era del 10,1%; un po’ più bassi rispetto al mese precedente (ottobre). L’anno prima però il tasso era del 4,9%.

Invece, l’inflazione annuale dell’Unione Europea a novembre era dell’11,1% in diminuzione rispetto a ottobre. però l’anno precedente il tasso era del 5,2%.

I prezzi sono aumentati di conseguenza e in Area euro l’inflazione ha colpito soprattutto l’energia (+3,82 per cento punti, pp). In seguito, anche: alimentari, alcol, tabacco, servizi, e beni industriale non energetici.

Durante il mese di ottobre c’è stato un rallentamento dell’inflazione derivata dal fatto che nei 19 Stati membri dell’Unione europea i tassi annuali sono differenti:

  • più bassi in Spagna (6,7%), Francia (7,1%), Malta (7,2%);
  • più alti in Ungheria (23,1%), Lettonia (21,7) Estonia e Lituania (21,4%).

La situazione negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti, invece, la situazione è differente. Dopo una serie di rialzi dei tassi da parte della FED sembra che l’inflazione stia diminuendo.

L’Europa ha rialzato i tassi di interesse più tardi rispetto agli USA ed è questo il motivo della preoccupazione della BCE: il trovarsi di fronte a un nuovo rialzo dell’inflazione.

Le differenze tra gli Stati Uniti e l’Europa sono molto nette. L’inflazione dei primi nasce da un problema di economia, da un mercato di lavoro in crisi e da stipendi molto alti. In Europa, invece, la crisi economica, e di conseguenza gli aumenti dei prezzi dell’energia e degli alimenti, nasce dal conflitto tra Russia e Ucraina. Per questo motivo l’Europa è ancora a rischio aumenti dell’inflazione.

Ormai manca poco all’arrivo del 2023 e la Banca centrale europea ha dichiarato che il prossimo anno l’inflazione potrebbe crescere ancora e di conseguenza l’aumento dei prezzi. All’Europa e agli italiani non resta che aspettare fiduciosi che la situazione possa essere meno grave di quello che le previsioni si aspettano.

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