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Economia

Comodato d’uso gratuito tra parenti: non sempre è possibile ottenere la riduzione del 50% sull’IMU. Ecco perché

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Comodato d’uso gratuito tra parenti: non sempre è possibile usufruire di agevolazioni sull’IMU, vediamo perché.

Questa soluzione consente al proprietario di un immobile, il comodante, di concederlo a un familiare o a un amico, il comodatario, senza pagare un affitto per un determinato periodo di tempo. Con l’obbligo di riconsegnare l’appartamento alla fine dell’accordo. Il contratto di comodato d’uso è molto diffuso nel nostro Paese e viene spesso scelto per poter ottenere una riduzione dell’Imposta Municipale Unica sulla seconda casa.

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Ma in realtà ci sono dei precisi requisiti da soddisfare e non tutti i gradi di parentela danno accesso ai vantaggi previsti.

Comodato d’uso gratuito tra parenti: il quesito

Un nostro lettore ha inviato il seguente quesito: “Buongiorno volevo sapere se è possibile fare un comodato d’uso gratuito tra fratelli? La casa è situata nello stesso comune di residenza. Grazie.”

Comodato d’uso gratuito, come funziona

Il comodato d’uso gratuito tra parenti o amici può essere stipulato in due forme: verbale e scritta. Ovviamente quella scritta offre maggiori tutele ed è anche l’unica ammessa per poter ottenere una riduzione del 50% dell’IMU. Il contratto va registrato entro 20 giorni all’Agenzia delle Entrate tramite il modello 69; bisogna inoltre versare l’imposta di registro di 200 euro e applicare una marca da bollo da 16 euro ogni 4 pagine.

Il comodatario deve custodire l’immobile e usarlo in prima persona: non può subaffittare a meno di accordi con il comodante. A sua volta, il proprietario deve occuparsi delle spese straordinarie e rimborsare il comodatario se dovesse averle affrontate di tasca propria. Inoltre deve avvisarlo di eventuali problemi dell’immobile che possano mettere in pericolo la sua salute, pena risarcimento.

Comodato d’uso gratuito su unico immobile di proprietà: si paga l’IMU? La risposta che non ti aspetti

Come ottenere le agevolazioni

Per accedere alle agevolazioni fiscali:

  • l’immobile non deve rientrare nelle categorie catastali di lusso e deve essere l’unico posseduto dal comodante oltre all’abitazione principale;
  • il comodante deve avere la residenza anagrafica e la dimora abituale nello stesso Comune in cui si trova la casa data in comodato;
  • il comodatario deve utilizzare l’immobile come abitazione principale;
  • come già evidenziato, il contratto per il comodato d’uso gratuito deve essere registrato;
  • infine, dettaglio fondamentale, il comodante deve essere un parente in linea retta entro il primo grado del comodatario, come nel caso di genitori e figli.

Qualora non vengano rispettati questi requisiti, non sarà possibile ottenere lo sconto del 50 per cento sull’IMU con il comodato d’uso gratuito.

Comodato d’uso gratuito tra fratelli

In merito al quesito del lettore, è possibile stipulare un contratto d’uso gratuito tra fratelli. Purtroppo però, in questo caso, non sono previsti vantaggi per ciò che concerne il pagamento dell’IMU. Infatti fratelli e sorelle sono parenti di secondo grado e non di primo, come richiesto dalla legge. Consigliamo comunque di verificare, presso il proprio comune di residenza, se sono concessi altri benefici riservati ai contratti di comodato d’uso tra parenti entro il secondo grado. 

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, invia qui il tuo quesito.

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