Tanti scioperi annunciati, chiusura delle scuole? Cosa succede

Vi è per la settimana prossima l’annuncio di vari scioperi, in relazione a chiusura delle scuole e proteste per il disegno legge di bilancio

Sono vari gli scioperi annunciati per la rìprossima settimana, in ottica chiusura delle scuole e proteste in piazza in merito al disegno della legge di bilancio. I dettagli al riguardo.

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InformazioneOggi

La prossima settimana molte scuole nel Paese potranno restare chiuse a proposito della protesta della nuova legge di bilancio. I lavoratori del settore, di ogni grado, tra cui anche l’università e la ricerca, saranno insieme per affermare la propria voce.

E ciò, nei confronti del provvedimento che va ad unificare le istituzioni scolastiche autonome, non andando a risolvere quelle che sono le problematiche inerente la questione pensione e quella dei precari.

Dunque, lungo il territorio nazionale avranno luogo la prossima settimana diversi scioperi, con l’adesione che riguarderà non soltanto coloro che lavorano nella scuola statale e paritaria. Adesioni infatti si legheranno anche a chi è nel settore della formazione professionale, università, AFAM, fra cui anche conservatori e scuole di danza.

Alcuni dettagli sugli scioperi previsti

Tanti e diversi gli argomenti rilevanti quando si parla in generale di scuola, e si pensi in tal senso all’iscrizione scuola e alla domanda: tempistiche e dettagli.

Flc Cgil e Uil Scuola hanno indetto lo sciopero generale. Ciò riguardo la sezione della legge di Bilancio che fa riferimento al sistema della scuola nelle Regioni d’Italia. Ecco a seguire alcuni dettagli sulle date e i luoghi presso cui andranno ad unirsi i lavoratori ed i sindacati ai fini della protesta e cirica la chiusura delle scuole.

Per quanto riguarda lunedì 12.12.22, si inizierà con sciopero e manifestazione in Calabria, mentre il giorno dopo, 13.12.22, vi sarà lo sciopero in Sicilia ed Umbria. Previsto un intervento di Landini, segretario generale CGIL, a Perugia.

Passando invece al mercoledì, dunque 14.12.22, la manifestazione regionale avrà luogo a Bari, nella piazza Federico II di Svevia. Nella medesima giornata, vi saranno proteste attese anche nel Trentino, Valle d’ Aosta e Veneto.

Per quanto concerne il giovedì, il 15.12.22, scioperi vi saranno in Piemonte, Abruzzo e Marche, mentre il giorno successivo, il 16.12.22, il suddetto segretario generale CGIL andrà a concludere la manifestazione che avrà luogo a Roma, piazza Madonna di Loreto, alle ore dieci.

Nella medesima giornata, scioperi vi saranno anche nelle altre Regioni d’Italia, e nel dettaglio si tratta dell‘Alto Adige, Basilicata, Toscana. E ancora, Campania, Emilia Romagna e Lazio. Così come Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Molise e Sardegna.

Le principali ragioni delle iniziative: conseguenze del calo demografico

Per quanto concerne le ragioni legate alle iniziativa, anzitutto uno degli aspetti principali sè inerente all’articolo 99, il quale fa parte del disegno della legge di bilancio.

Ad esser previsto è un taglio di seicento trentaquattro istitututi scolastici autonomi, in previsione del calo demografico il quale vedrebbe ridursi ad un milione e trecento mila gli studenti delle scuole statali entro il 2034.

La conseguenza di tale previsione andrebbe nella direzione della cancellazione dei dirigenti scolastici e circa i Direttori dei Servizi Amministrativi.

I risultati inerenti tale manovra rappresenterebbero un’altra difficoltà rispetto ai sistemi della gestione. Attualmente vi sono scuole con numeri anche maggiori di venti plessi, anche tra diversi Comuni. Andare a sopprimere istituti scolastici che vedono un numero minore di allunni, al fine di riunirli in istituti del circondario, porterebbe un peggioramento di tale specifico aspetto.

Nel Paese vi sono all’incirca quaranta mila plessi scolastici funzionanti, i quali dovranno venir divisi per un n. minore di istituti autonomi. Ciò andrebbe a complicare una situazione che già non risulta esser semplice.

Autonomia Differenziata

Un altro importante aspetto che si lega alla protesta, è inerente l’applicazione dell’autonomia differenziata concessa dall’art.116 della Costituzione. Considerato che ciò potrebbe andare a minare l’untiarietà del sistema nazionale riguardo l’istruzione.

Di riflesso, vi sarebbe maggior svantaggio per le Regioni che sono maggiormente povere, al confronto di altre. Da parte dell’esecutivo vi è la proposta circa la definizione di prestazioni essenziali. Ciascuna regione avrebbe per il resto modo di poter decidere autonomamente.

Pensione e precari

Proseguendo con le ragioni delle proteste, un altro elemento si lega a quanto deciso in merito alla questione pensioni e ai precari. In aggiunta a fondi stanziati ritenuti poco adeguati, anche in termini di proporzioni rispetto all’aumento dei fondi per il settore privato.

Mediante le nuove regole, vi sarebbe una rilevante riduzione dei pensionamenti l’anno prossimo. La richiesta dei lavoratori si lega anche ad una soluzione in merito all’apparato fiscale, tenendo conto che la flat tax estesa a p.Iva, andrebbe a discriminare i lavoratori del settore pubblico, circa le aliquote maggiormente alte sino ad ora previste.

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