Tutto pronto per le festività natalizie a Montecitorio: in Parlamento arriva Babbo Natale con tanti bei doni. Un bel sussidio dal valore di 5500 euro destinato all’acquisto di smartphone e cuffie Wi-Fi e tanti cari auguri agli elettori.
Insomma, i deputati hanno scritto la letterina e Babbo Natale ha dato il suo benestare. Si saranno effettivamente comportati bene e meglio dei tanti italiani alle prese con i drammi del nostro Paese?
Il Governo Meloni ha deciso da fare da sé per l’imminente Natale, come a dire, “ai nostri regali ci pensiamo da soli”. A oggi impegnati con le grane relative alla Legge di Bilancio 2023 che dovrebbe contribuire a riesumare il destino dell’economia italiana, infatti, i deputati avrebbero intanto optato per concedersi un bel presente proprio in vista delle prossime festività natalizie.
Ossia un maxi bonus equivalente a 5.500 euro per le compre relative a smartphone, cuffie Wi – Fi e non molto altro.
Cerchiamo di capirne di più.
Per via di una disposizione siglata dai questori della Camera, in data 24 novembre è stato predisposto ufficialmente un indennizzo spese a vantaggio delle tasche dei deputati. Il rimborso giungerà nel corso del mese dicembrino.
In cosa e soprattutto quanto consterebbe? Sarebbe un sussidio pari a 5.500 euro che garantirà ai 400 deputati il rimborso del denaro investito per la compra di specifici prodotti.
Tra gli articoli in questione segnaliamo computer, ma anche tablet, cuffie e monitor fino a 34 pollici. Buona Natale e felice anno nuovo, insomma.
Con il Governo Meloni Babbo Natale è ancor più generoso, la sovvenzione è infatti raddoppiata in confronto ai precedenti esecutivi. Fino al 2021, del resto, la somma aveva valore di 2.500 euro. In questa prospettiva, come riportato da La Repubblica, gli esponenti di FdI, Lega e M5S, hanno evidenziato come tale provvedimento sia alla base di una necessità di primaria importanza: l’aggiornamento tecnologico. Certo.
Ovviamente, al fine di eludere circostanze poco piacevoli, il collegio dei questori attuerà numerose verifiche.
A chiudere l’idilliaco quadro, ecco la messa in soffitta delle sanzioni. Che bravi questi deputati. Nel 2018, difatti, erano state inserite delle tasse aggiuntive nei casi in cui un parlamentare non prendesse parte ad almeno la metà delle assemblee in Parlamento. A partire da quest’anno, tuttavia, l’ammissione al maxi bonus non sarà connesso al numero di partecipazioni alle riunioni in Aula.
Dolce Natale.
Sull’argomento quanto mai caldo ha preso la parola Filippo Scerra. Il deputato pentastellato, per mezzo di un post pubblicato su Facebook ha chiarito come:
in questa legislatura è arrivata la proposta di accorpare il corrispettivo relativo alle spese di cancelleria + spese informatica e dare la possibilità ai deputati di scegliere su cosa concentrare le loro spese. Il sottoscritto ha chiesto con forza che questa operazione di maggiore flessibilità non avesse ripercussioni sulle casse dello Stato, e anzi che costasse meno rispetto alla scorsa Legislatura. La mia richiesta è stata accolta. Infatti la scorsa legislatura la dotazione era di circa 7500 euro complessivi e adesso si parla di 5500 più un piccolo budget per spese cancelleria (320 euro). Cioè questa operazione ha fatto risparmiare al bilancio della Camera.
Caspita, sicuri che basteranno “solo” 5.500 euro? Forse sarebbe il caso di risentire Babbo Natale. Intanto Buon Natale a tutti i deputati…
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