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Pensioni

Pensione anticipata: è possibile con 39 anni di contributi? Tutte le opzioni anche quelle inaspettate

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Gli strumenti di pensione anticipata consentono di smettere di lavorare prima del compimento dei 67 anni. Ma ci sono dei requisiti da rispettare.

La pensione anticipata è molto diffusa ma non spetta a tutti, perché bisogna possedere degli specifici requisiti, che variano a seconda degli strumenti pensionistici utilizzati.

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Alcune misure permettono congedarsi senza limiti di età, mentre altre stabiliscono determinati presupposti contributivi ed anagrafici. Analizziamo, quindi, quali sono le strade percorribili da chi ha raggiunto 39 anni di anzianità contributiva.

Consulta anche il seguente approfondimento: “Pensione anticipata: è possibile smettere di lavorare a 64 anni con 20 di contributi, sono in pochi a saperlo“.

Pensione anticipata: quando è possibile?

Un nostro gentile Lettore ha inviato il seguente quesito:

Buongiorno, vorrei sapere qual è la soluzione migliore per uscire anticipatamente dal mondo del lavoro con 39 anni e 6 mesi di contribuzione, maturati il 31 settembre 2022. Grazie mille”.

Anche con 39 anni di contributi si può uscire in anticipo dal mondo lavorativo. Il nostro Lettore può, dunque, stare tranquillo perché le opzioni sono varie.

Ma come si ottiene la pensione anticipata con 39 anni di contributi? Innanzitutto, se si compiono 64 anni di età entro la fine di quest’anno, è possibile accedere a Quota 102. Si tratta di un meccanismo di pensione anticipata destinato agli iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria, alle forme esclusive e sostitutive della stessa e alla Gestione separata. In pratica, è diretta a tutti i lavoratori dipendenti privati, agli artigiani, ai commercianti, ai coltivatori diretti e agli autonomi iscritti alla Gestione separata INPS.

Le lavoratrici, invece, che hanno compiuto 58 o 59 anni e hanno maturato 35 anni di contribuzione, possono usufruire di Opzione Donna. Chi, poi, ha 63 anni di età, può beneficiare dell’Ape Sociale. Entrambe le misure di flessibilità in uscita sono state prorogate per il 2023 e permetteranno ad una vasta platea di soggetti di accedere alla pensione anticipata.

Ci sono, dunque, una serie di possibilità, per smettere di lavorare prima del compimento dei 67 anni. Quasi tutte, però, dipendono dall’età posseduta.

Potrebbe interessarti anche: “Riforma pensioni 2023: proroga Ape sociale e Opzione Donna, ma con modifica dei requisiti“.

Un’ulteriore possibilità prevista dalla Legge Fornero

Un altro strumento alternativo alla prestazione di vecchiaia è la pensione anticipata ordinaria, con i presupposti stabiliti dalla Legge Fornero.

La pensione anticipata ordinaria spetta con:

  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne;
  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini.

Per la decorrenza dell’assegno, la legge prevede delle cd. finestre di attesa. Significa che chi raggiunge i requisiti per accedere al trattamento pensionistico, dovrà aspettare ulteriori 3 mesi per l’erogazione della prima rata.

Nello specifico:

  • per gli iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria INPS (ad esempio i dipendenti privati, gli artigiani e i commercianti) e ai Fondi sostitutivi, il versamento della prestazione avviene il primo mese dopo la chiusura della finestra;
  • gli iscritti alle Gestioni esclusive dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (ad esempio, dipendenti pubblici), ricevono la liquidazione dell’assegno il primo giorno seguente la chiusura della finestra.

Per chi possiede 39 anni di contribuzione, come il nostro Lettore, dunque, un’opzione potrebbe essere attendere circa altri 3 anni ed usufruire di tale strumento.

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, invia qui il tuo quesito.

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