Sono i Bambini i più colpiti dall’Influenza 2022-2023, cosa dicono i medici di famiglia e i pediatri

L’Influenza 2022-2023 sta picchiando duro, e lo fa soprattutto coi bambini più piccoli. Ecco la situazione e il monito dei medici.

Come era stato previsto, quest’anno l’influenza darà molti problemi. Rispetto all’epoca pre-Covid, a pagarne di più le conseguenze sono i bambini da 0 a 5 anni.

Influenza 2022-2023
InformazioneOggi

Già l’estate scorsa, infatti, molti medici di famiglia, pediatri ed esperti temevano che il ritorno dell’influenza “classica” avrebbe causato molti disagi. La “colpa”, se così possiamo definirla, risiede anche nel cosiddetto “debito immunitario”, maturato a seguito dei lockdown e dell’uso di mascherine.

In sostanza, a causa del Covid le persone hanno avuto meno contatti con le persone e con gli altri virus, compreso quello influenzale, e le loro difese si sono indebolite.

Un doppio gioco pericoloso, dunque, quello delle protezioni individuali: da una parte si evita di diffondere il Covid, dall’altra non si aiuta il sistema immunitario a combattere le altre malattie.

A pagarne le conseguenze più pesanti, al momento, sono i bambini. Già più “fragili” di per sé perché immaturi proprio da un punto di vista delle difese, stanno scontando il fatto di non essersi esposti ai virus. Il risultato è di un’epidemia da influenza molto ampia, già adesso che siamo nelle prime fasi.

Cosa dobbiamo fare allora? I medici di famiglia e i pediatri illustrano la situazione e danno le indicazioni per superare quest’annata, ritenuta molto impegnativa.

Sono i Bambini i più colpiti dall’Influenza 2022-2023, cosa dicono i medici di famiglia e pediatri

Certamente la stagione influenzale di quest’anno sarà complessa, ma abbiamo tutti i mezzi per superarla, anche senza fare allarmismi. Le dichiarazioni del Prof. Paolo Bonanni, Componente del gruppo “Vaccini e Politiche Vaccinali”, non sono però affatto rassicuranti.

I dati relativi all’influenza in queste prime settimane di novembre indicano un tasso di incidenza salito già al 6,6 per mille abitanti, con picchi del 19,6 per mille nella popolazione pediatrica da 0 a 5 anni, che è quella più colpita”.

Il consiglio è quello di estendere la vaccinazione antinfluenzale soprattutto alle categorie più fragili, così che il virus possa circolare di meno. Per quanto riguarda i bambini più piccoli, oltre alla vaccinazione si possono adottare alcuni accorgimenti per tutelare la loro salute.

Ad esempio, è sempre bene rispettare l’igiene personale, soprattutto al ritorno da scuola e/o ambienti affollati. L’alimentazione sana, a base di frutta e verdura, aiuta certamente l’organismo ad affrontare meglio l’attacco di virus e batteri. In ultimo ma non da ultimo, quando il bambino accusa i classici sintomi influenzali (febbre, inappetenza, accompagnati da nausea e/o vomito) è opportuno farlo visitare dal pediatra di fiducia.

In caso di dubbio se sia Covid o Influenza, possiamo fare un tampone, e a maggior ragione è meglio consultare il medico. Egli consiglierà la terapia più idonea. Fondamentale è non somministrare antibiotici, in primis perché non hanno alcun effetto sui virus (servono infatti per le infezioni batteriche) e poi perché come sappiamo l’uso scorretto di queste medicine sta alimentando la crescita di super batteri resistenti.

Fortunatamente, l’influenza è una malattia che sì, può causare complicanze gravi, ma raramente e nei soggetti più fragili. Il consiglio degli esperti è quello di affidarsi al parere delle figure di riferimento in famiglia, ovvero medici e pediatri, che sapranno dare le giuste indicazioni in base alle singole situazioni.

Entra nel gruppo offerte di lavoro, bonus, invalidità, legge 104, pensioni e news

Ricevi ogni giorno gratis news su offerte di lavoro ed economia


  1. Telegram - Gruppo

  2. Facebook - Gruppo

(le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici o pubblicazioni su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi)