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Finanza

Buoni postali: è presente una sigla e non tutti sanno cosa significa

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Da anni i buoni fruttiferi postali sono il prodotto di risparmio più utilizzato dagli italiani per mettere al sicuro il proprio denaro.

Poste Italiane fornisce servizi di consegna posta e lettere ma offre anche validi strumenti di risparmio per finanziamenti a medio e lungo termine.

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Un supporto ai cittadini che desiderano conservare il proprio denaro in un posto sicuro, libero dalle influenze del mercato. Senza dimenticare la possibilità di ottenere il rimborso alla pari del capitale. I buoni sono garantiti dallo Stato, di facile gestione e possono essere sottoscritti presso un ufficio postale oppure online sul sito www.poste.it o tramite l’App BancoPosta.

Buoni postali: a volte è presente una sigla e non tutti sanno cosa significa

Esistono varie tipologie di buoni postali in base all’esigenza del risparmiatore e con scadenza diverse: da 6 anni fino a 20 anni, ovvero il classico Buono Ordinario. Nel tempo anche i tassi di rendimento sono aumentati. Ed è per questo che i buoni fruttiferi postali rappresentano un valido supporto agli prodotti di investimento.

Come si diceva in precedenza, il buono può essere rimborsato alla scadenza e il titolare riceverà non solo tutto il capitale investito ma anche gli interessi maturati. Ovviamente, può essere anche svincolato in anticipo, ma in questo caso riceverà solo il capitale e gli interessi maturati fino alla richiesta di rimborso anticipata.

Su alcuni buoni postali sottoscritti può essere presente una sigla CPFR o PFR: cosa significa? Questa sigla vuol dire “con pari facoltà di rimborso” e indica una clausola da rispettare per i titolari che hanno sottoscritto il buono. Infatti, CFPR è apposto sui buoni postali cointestati. Significa che ciascun intestatario del buono postale (massimo quattro) potrà richiedere in maniera autonoma dagli altri il rimborso presentando il titolo cartaceo al momento della richiesta.

In questo caso però la Cassa depositi e prestiti potrà chiedere agli intestatari di notificare un’opposizione in modo che il buono non possa essere rimborsato senza il consenso degli altri titolari. La richiesta potrà essere presentata direttamente presso un ufficio postale oppure con una notifica di un ufficiale giudiziario.

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