Pensioni 2023, svolta del Governo Meloni, cambia tutto: età e contributi

Arriva la svolta sulle pensioni 2023 da parte del Governo Meloni? Ecco il piano, con quanti anni di contributi l’uscita e a quale età: tutti i dettagli

Tante le sfide e le questioni aperte sul tavolo del neo Esecutivo a guida Giorgia Meloni, tra questi il tema pensioni 2023: ecco il piano con l’ipotesi tra le più plausibili oggetto di valutazioni, i dettagli a seguire.

pensioni 2023
canva

L’ipotesi in questione prevede un piano legato ad una specie di Quota 102 bis, che avrebbe validità soltanto per l’anno 2023 e prevedrebbe l’uscita a sessantuno anni con quarantuno di contributi.

Ciò nell’attesa di dar seguito ad una riforma del sistema previdenziale e dunque di andare oltre la Riforma Fornero. Potrebbe dunque esser questa la possibile direzione scelta dal Governo, una soluzione ponte prima di una riforma complessiva del sistema.

Al momento, non si andrebbe a toccare la Riforma Fornero, e in particolare per due ragioni. Anzitutto la questione tempistica, dal momento che il tempo stringe e non sarebbe sufficiente per rimodulare il sistema. E poi in virtù dell’assenza di risorse che bastino per dar vita ad una riforma che risponda al bisogno di flessibilità.

Dunque, da un lato mancherebbero le risorse, giacché soltanto con la rivalutazione il costo sarà all’incirca di sessanta miliardi sino al 2025. Inoltre, molte uscite anticipate andrebbero a generare una assenza di forze e competenze difficilmente sostituibili.

Pensioni 2023, come funzionerebbe la nuova quota 102: età, contributi, costi e quanti uscirebbero

Tanti gli argomenti di rilevanza quando si fa riferimento in generale alla pensione, come nel caso di quella da vecchiaia e dell’assegno di invalidità: il punto sugli anni di contribuzione.

Quota 102 bis solo per il 2023

Tonando al punto, dunque il piano suddetto prevedere per le pensioni 2023 un’uscita a sessantuno anni e quarantuno di contributi. La validità sarebbe per l’appunto per un anno, e prenderebbe il posto di quota 102.

Il Governo ha lo scopo, entro la fine dell’anno prossimo, di porre nuove misure che possano cambiare il sistema previdenziale, abbandonando la Legge Fornero.

Quota 102 bis, quante persone uscirebbero

Secondo le simulazioni del Ministero, tale novità circa le pensioni 2023 riguarderebbe l’uscita mediante tale anticipo di ottantatré mila persone in più, paragonato all’eventuale numero circa la Legge Fornero.

Costo Quota 102 bis

Rispetto ai costi,  la spesa per le pensioni crescerebbe di 1,13 miliardi di €. Nel caso fosse ripetuta nel 2023, gli aumenti salirebbero a 1,31miliardi. Però, dal 2025, tale nuova forma andrebbe a pesare per più di quattro miliardi.

Per tale motivo probabilmente avrà validità soltanto per il 2023.

Nuova Quota 102 e pensioni 2023: da dove arriverebbero i soldi

Vi sono già stati incontri, si legge, da parte del Ministro del Lavoro di recente, e in programma ve ne sono di ulteriori con le parti sociali. Le risorse della finanziaria andranno in grossa parte in direzione delle misure per fronteggiare gli aumenti energetici.

Così come le risorse ricavate dalla scostamento del deficit per l’anno a venire. I soldi riguardo la nuova Quota 102 potrebbero giungere da altre parti, e tra le ipotesi dall’annunciata stretta al RdC.

Uscite anticipate 2023: opzione donna e ape sociale

Restando in tema pensionamento, ma rispetto alle uscite anticipate, probabili conferme vi saranno per quanto attiene Opzione Donna 2023.

Quest’ultima, come noto, permette alla donna quantomeno cinquantottenne (cinquantanove per le autonome) e con trentacinque di contributi, l’accesso al pensionamento. I calcoli degli importi avvedranno esclusivamente col contributivo, il che consegue un taglio sull’assegno al mese che va tra il venti e il venticinque per cento.

Altra possibile conferma quella che si lega ad Ape Sociale, la quale permette di uscire anticipatamente a cargiver e soggetti fragili. Così come al disoccupato e a coloro che si occupano di attività gravose. L’accesso si raggiunge con sessantatré anni e trenta, oppure trentasei di contributi, a seconda della categoria.

Governo Meloni, si lavora sul caro bollette e sul cuneo fiscale

Sul tavolo del governo non soltanto le pensioni 2023, ma si parlerà con i sindacati ad esempio degli aumenti dell’energia e del caro bollette. La richiesta da parte delle parti sociali è dare nuovamente potere d’acquisto ai contribuenti. In special modo a coloro con redditi minori.

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Altrettanto importante la questione del taglio del cuneo fiscale e contributivo, di cui pure si discute con i sindacati.  L’impegno sarebbe quello di un taglio di 5 punti percentuali sui contributi. 2/3 per i lavoratori e 1/3 a favore di imprese. Un taglio che, si legge, sarebbe graduale. Nella prossima manovra di bilancio il taglio potrebbe essere di 2punti.