Il Superbonus è ancora conveniente con le nuove regole sulle cessioni? La risposta lascia senza parole

Il Superbonus, insieme agli altri bonus edilizi, rappresenta un meccanismo per favorire il lavoro nel settore edile e per modernizzare e rendere più sicuri gli immobili. Ma davvero con le nuove regole cessione dei crediti, è un’opportunità imperdibile oppure le cose sono cambiate? Proviamo a fare chiarezza.

Oggi puntare sul Superbonus e cessione del credito davvero conviene? A conti fatti, è un’operazione che in concreto fa risparmiare oppure è tutto molto meno interessante di quanto sembra? Sono le domande che si pongono in molti, anche in considerazione del fatto che, per quanto riguarda i bonus casa e i relativi sgravi fiscali, lo scenario non è mai stato davvero chiarissimo.

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Grazie alle ultime novità normative la tanto discussa cessione del credito è ripartita, ma senza quell’impeto che avrebbero voluto coloro che hanno appoggiato finora la linea dei bonus edilizi.

Ma allora come stanno le cose in questo momento? Quali valutazioni è meglio fare prima di scegliere la via dei bonus edilizi? Di seguito daremo alcuni chiarimenti in proposito.

Superbonus, bonus edilizi e cessione del credito: cambiano le regole ed anche il comportamento delle banche

Vero è che vari problemi normativi a livello di cessione del credito e ruolo delle banche hanno trovato risoluzione con la circolare 33/E dell’Agenzia delle Entrate, un provvedimento attraverso cui si esclude che sussista da parte dei cessionari colpa grave nelle circostanze in cui siano state compiute le verifiche documentali sul diritto al credito da parte del cedente.

In considerazione del fatto per il quale le verifiche sono, con le asseverazioni e il visto di conformità, un prerequisito essenziale per sfruttare la cessione del credito nel Superbonus, le banche oggi non temono più di vedersi sequestrati i crediti nell’ipotesi in cui le Entrate contestino al contribuente la legittimità dei lavori e il diritto di conseguire le detrazioni fiscali. Sicuramente questo è un passo avanti a favore di questi meccanismi agevolativi.

Certo è però che in fatto di cessione del credito e Superbonus, le banche continuano a mostrare un certo scetticismo e – se è vero che la circolare è stata ritenuta come una sorta di via libera alle cessioni – in sostanza gli istituti di credito che al momento rendono pubbliche sui loro siti web ufficiali le condizioni aggiornate per usufruire della cessione sono solo 3, ovvero Bnl, Intesa Sanpaolo e Poste Italiane.

Il rilievo del DL n. 157 del 2021 in fatto di bonus edilizi

Da parte delle banche vi è stato un oggettivo calo di gradimento negli ultimi 12 mesi, e la giustificazione è da individuarsi nel varo del DL n. 157 dell’11 novembre dello scorso anno, con cui il Governo Draghi ritenne di porre in vigore vari provvedimenti mirati a reprimere il diffuso fenomeno delle truffe sulle cessioni, ma che al contempo hanno determinato anche il congelamento del mercato dei crediti.

Questo che ha portato allo stallo dei cantieri e dunque alla ‘paralisi’ delle imprese della filiera delle costruzioni. Ed oggi alla cassa, cedendo il credito, si ottiene però meno che in passato (percentuali sulle spese compiute per l’intervento).

Superbonus: quali sono i vantaggi oggi? Le cifre parlano chiaro

Insomma, le banche si sono in qualche modo ‘adeguate’ al mutato scenario normativo ed, infatti, rispetto a un anno fa sono variate le condizioni per le quali sono acquistati i crediti. D’altronde ciò è inevitabile dato l’andamento del costo del denaro.

Su opere edilizie agevolate dal Superbonus ogni cento euro di spesa (pari ad un credito fiscale di 110 euro su quattro anni) ora si conseguono da 94 a 95 euro. In fase anteriore al blocco delle cessioni le condizioni variavano da cento a 105 euro. Meno convenienti anche le condizioni valevoli per le altre agevolazioni, come ad es. la cessione di un credito derivante dal bonus ristrutturazioni. Se nel 2021 la remunerazione era sui 40-42 euro ogni 100 di spesa, oggi i tre istituti BNL, Intesa SanPaolo e Poste ne offrono 35.

Attenzione però a questo dettaglio: si tratta del quadro che si applica non all’interlocutore della banca rappresentato dall’impresa che fa lo sconto in fattura, ma dalla cosiddetta clientela retail che è quella che qui maggiormente interessa.

Tuttavia molti degli istituti di credito che fino al 2021 operavano con la cessione del credito anche oggi, alla clientela che reputano affidabile, effettuano l’operazione con regole in qualche modo ‘personalizzate’ e più favorevoli. Ma attenzione: nella grande maggioranza dei casi non possono aprire a tutti perché hanno quasi terminato il margine di capienza fiscale per l’accollo di ulteriori operazioni.

Cessione dei crediti: novità nei prossimi mesi?

Tuttavia vi potrebbero essere novità significative nel 2023, in quanto le banche hanno oggi la facoltà di effettuare la cessione crediti alla loro clientela professionale e p. Iva. Ciò è previsto dalle norme e permette di fare spazio a eventuali nuove acquisizioni, di fatto contribuendo a rivitalizzare un meccanismo che pareva ormai arenato. D’altra parte però l’aumento del costo delle cessioni rende comunque di fatto impossibile compiere i lavori del Superbonus del tutto gratis – com’era invece stato inteso in origine.

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Il caso tipico potrebbe essere quello di un piccolo condominio che compie i lavori edilizi chiedendo la cessione crediti su un costo per unità immobiliare di centomila euro. Ebbene, oggi ne può ottenere circa 94 mila, dai quali tuttavia deve togliere le spese non agevolabili e dunque non detraibili e il costo del prestito ponte, con il quale la banca finanzia l’azienda edile prima dell’acquisto del credito. A conti fatti, il contribuente è oggi gravato per non meno di 10mila euro, che deve versare di tasca propria ma che può rateizzare in più anni.