Fisco: in arrivo taglio sui redditi e della tassa piatta partite IVA

Il governo è già a lavoro per sciogliere i nodi della riforma del fisco che passerà attraverso un rinnovamento dei redditi. 

Le modifiche al reddito sono incluse nel “Rapporto programmatico sulle spese fiscali” allegato al NADEF (Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza).

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Dopo le modifiche al Superbonus e all’apertura delle villette unifamiliari, purché prima casa, il governo si occupa anche delle detrazioni fiscali.

Fisco: in arrivo taglio sui redditi e della tassa piatta partite IVA

L’idea del governo Meloni è di ridurre e rimodulare le classi dei redditi attualmente in vigore e modificate con la legge di Bilancio 2020. Insomma, si tratterebbe di sconti fiscali (agevolazioni) che diminuisco con l’aumento del reddito annui fino a sparire arrivati a una certa soglia.

La riforma del fisco potrebbe abbassare la soglia a 60mila euro di reddito lordo annuo per azzerarla quando arriva a 120mila euro in su. Le attuali regole, invece, stabiliscono che la discesa inizia dai 120mila euro per poi azzerarli 240mila euro in su.

Le agevolazioni a cui fa riferimento sono i servizi per i quali è prevista una detrazione al 19% che il fisco riconosce per esempio alle seguenti spese:

  • veterinarie;
  • mediche;
  • funebri;
  • istruzione;
  • formazione universitaria;
  • premi assicurativi.

Ma sono incluse anche le detrazioni al 26% per le erogazioni libere alle onlus e ai partiti politici.

Sintetizzando al massimo, secondo il nuovo governo le detrazioni spetterebbero in modo completo solo con redditi fino a 60mila euro. Poi andrebbero progressivamente ridotte per i redditi compresi tra i 60mila e i 120mila. Infine, azzerare oltre i 120mila euro.

Flat tax

Sempre inerente all’argomento fisco nell’agenda del governo è inserito anche la flat tax, ovvero la tassa piatta, che permetterà di reperire le risorse finanziarie per innalzare la soglia. Infatti, si prevedono ricavi e compensi non più fino ai 65mila euro ma più vicino a 85mila euro, in modo che i lavoratori con partita IVA possano accedere al regime agevolato.

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