Aumenti di fine anno per le pensioni di invalidità: la verità sull’anticipo della rivalutazione

Gli aumenti delle pensioni di invalidità civile e altre prestazioni assistenziali sono legati alla rivalutazione anticipata del 2%.

In attesa degli incrementi più sostanziosi di gennaio 2023, i percettori di invalidità civile e trattamenti assistenziali possono fin da subito notare un aumento della pensione.

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Il 26 ottobre 2022 l’INPS ha comunicato attraverso la Circolare numero 120 i criteri e le modalità di applicazione della rivalutazione anticipata delle pensioni di invalidità, di accompagnamento e delle altre prestazioni assistenziali. La perequazione, ricordiamo, è solo parziale per ottobre, novembre e dicembre. A gennaio 2023, poi, si completerà il meccanismo prendendo come riferimento il tasso del 7/8% e non solo del 2%. Al momento, dunque, i pensionati dovranno accontentarsi di cifre basse, a tratti deludenti, in attesa dell’incremento più sostanzioso. Oltre alla rivalutazione del 2% le pensioni saranno maggiorate di un ulteriore 0,2% di conguaglio dovuto alla differenza tra presunto tasso di inflazione a gennaio 2022 e tasso effettivamente raggiunto (1,9% invece dell’1,7%). Da sottolineare come l’aumento totale del 2,2% riguarderà sia le pensioni che la tredicesima che tanti pensionati percepiscono a dicembre.

Aumenti delle pensioni di invalidità civile e non solo

Qualche mese fa quando è giunto l’annuncio della rivalutazione della pensione i percettori di invalidità civile e trattamenti assistenziali sono rimasti delusi. Inizialmente, infatti, erano esclusi dal riconoscimento transitorio dell’incremento del trattamento mensile del 2,2%. Come poteva essere possibile che i cittadini economicamente più fragili venissero lasciati fuori dall’aumento – anche se minimo? Fortunatamente il Decreto Aiuti Bis ha invertito la rotta e incluso della perequazione anticipata anche le prestazioni assistenziali, di invalidità civile e i trattamenti di accompagnamento.

Prima di scoprire nello specifico le prestazioni ammesse, ricordiamo che la rivalutazione parziale anticipata riguarda esclusivamente le pensioni di importo mensile inferiore a 2.692 euro. Per i trattamenti compresi tra 2.692 e 2.745,84 euro, invece, l’aumento del 2% verrà applicato fino al raggiungimento del limite.

L’elenco delle prestazioni che hanno diritto alla rivalutazione

La Circolare INPS riporta tutte le prestazioni ammesse alla rivalutazione. La lista include

  • la pensione di inabilità,
  • la pensione sociale,
  • l’assegno sociale,
  • l’indennità di talassemia,
  • l’indennità di frequenza,
  • l’assegno mensile di assistenza,
  • l’indennità di comunicazione,
  • L’assegno sociale sostitutivo,
  • la pensione non riversibile per ciechi,
  • l’indennità speciale,
  • la pensione non riversibile per sordi,
  • l’indennità di accompagnamento,
  • l’indennità di accompagnamento cieco assoluto.

Ogni pensionato potrà appurare l’aumento accedendo al proprio Fascicolo previdenziale presente sul sito dell’INPS e controllando le voci del cedolino della pensione. Concludiamo ricordando che a novembre dovrebbe essere erogato anche il Bonus 150 euro.

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