Rivalutazione pensioni: aumentano le tasse 😨 amarezza dei pensionati

La rivalutazione delle pensioni nel 2023 comporterà un aumento delle tasse per molti pensionati. Uno scherzetto poco gradito.

L’aumento nel cedolino legato alla perequazione di gennaio 2023 sarà ridotto da un incremento delle tasse da corrispondere.

rivalutazione pensioni 2023
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Se fosse uno scherzo sarebbe di pessimo gusto ma purtroppo è la realtà. Tanta attesa intorno alla rivalutazione completa delle pensioni a partire dal mese di gennaio 2023 per poi capire che le aspettative saranno deluse. Di chi sarà la colpa, delle tasse naturalmente. In particolare il disappunto crescerà nei pensionati che attualmente si trovano al di sotto del limite della no tax area. Parliamo della zona in cui non è previsto il pagamento della quota IRPEF. Ebbene, la rivalutazione della pensione non essendo esentasse andrà ad aggiungersi all’importo imponibile della pensione e, di conseguenza, sarà tassato. Il problema nasce per coloro che con il meccanismo della perequazione supereranno – anche di pochissimo – il limite della no tax area. Inizieranno a pagare la quota IRPEF non appena scavalcheranno gli 8.500 euro.

Rivalutazione delle pensioni e tasse più alte, scopriamo per chi

Con la Legge di Bilancio 2022 il limite della no tax area è stato fissato a 8.500 euro. Significa che tutti i pensionati con un assegno pensionistico mensile sotto i 654 euro non pagano le tasse. Rimanendo al di sotto di questa soglia, dunque, non si rischia il pagamento dell’IRPEF neanche dopo la rivalutazione considerando l’aumento al netto. Superando i 654 euro, invece, l’importo dell’incremento sarà soggetto a tassazione. Nello specifico, si parla del 23% di aliquota IRPEF per redditi fino a 15 mila euro all’anno.

Un esempio chiarificatore

Poniamo il caso di un pensionato che percepisce 650 euro al mese e non paga, dunque, tasse. Se la rivalutazione dovesse essere confermata dell’8%, l’aumento nel cedolino sarebbe di 52 euro al mese. Di conseguenza la pensione arriverebbe a 702 euro al mese, 9.126 euro all’anno. La soglia della no tax area verrebbe, così, superata. Ciò significa che la somma eccedente i 654 euro – o 8.500 euro – sarebbe tassata del 23%. L’aumento, dunque, non sarebbe più di 52 euro bensì di circa 11 euro in meno (144 euro in meno all’anno).

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Non solo, occorrerà aggiungere le addizionali regionali e comunali arrivando ad un incremento non più di 52 euro ma di 38 euro al massimo. Sembrano cifre di poco conto ma su una pensione già bassa la rivalutazione finisce per essere veramente uno scherzetto finito male. Consapevole di questo disagio, l’esecutivo potrebbe pensare di alzare nuovamente il limite della no tax area, probabilmente fino a 9.100 euro.