Pensione di reversibilità e decurtazione dell’assegno 😲 cosa sta succedendo?

La pensione di reversibilità può essere decurtata? Ecco cosa c’è da sapere in merito e cosa dice la Corte Costituzionale sulla questione

Quando si parla di pensione di reversibilità è lecito porsi delle domande dal momento che può essere complicato riuscire a comprendere per intero la normativa. Ma cosa dice la Corte Costituzionale sulla decurtazione? Ecco cosa c’è da sapere.

Pensione di reversibilità
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Si pone il caso di una donna, che percepisce la quiescenza ed anche la pensione di reversibilità. Questa al sessanta per cento e con la decurtazione.

Quest’ultima fa riferimento alla sentenza emessa da parte della Corte Costituzionale inerente il ‘taglio’ della pensione di reversibilità, chiedendo numi in merito.

Come si legge infatti, la sentenza della Corte Costituzionale in questione va a prevedere la decurtazione circa la pensione di reversibilità. Tuttavia ciò non può esser tale da andar oltre il reddito aggiuntivo, il quale concorre al calcolo.

Nel dettaglio, la Corte va a prevedere l’introduzione di un tetto alla decurtazione delle pensioni di reversibilità in presenza di 1reddito aggiuntivo. Sino alla concorrenza di questi, andando ad integrare in tal senso la legislazione in vigore

Dunque, qualora nel caso in questione fosse applicata una decurtazione la quale superasse il reddito aggiuntivo concorrente alla determinazione dell’imponibile, teoricamente ad intervenire sarebbe i medesimo Istituto di previdenza. Mendante ricalcoli a seconda delle nuove indicazioni di legge.

Coloro che percepiscono la reversibilità potrebbero ricevere anche il bonus da 150 euro, ma vi sono dei requisiti da rispettare: ecco cosa c’è da sapere in merito.

Pensione di reversibilità e decurtazione: il ruolo dell’INPS

Come già ampiamente spiegato nel paragrafo precedente, vi è dunque stata una sentenza della Corte di Cassazione riguardante le pensioni di reversibilità e nello specifico la decurtazione di queste.

Al momento, però, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale non ha ancora reso nota la documentazione. E dunque non ha ancora recepito tale sentenza.

Di conseguenza, nel caso della donna che pone il quesito a pmi.it, se questa è inclusa nelle categorie prese in considerazione della sentenza potrebbe redigere una email all’INPS chiedendo delucidazioni in merito alla sentenza. Potrebbe dunque essere possibile anche una richiesta di ri-calcolo.

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Al contrario, se la decurtazione rientra nei limiti, il ricalcolo non sarà necessario. Ad ogni modo, potrebbe essere utile chiedere consiglio anche ad un proprio consulente di fiducia così da avere un’idea più chiara rispetto alla questione.