In pensione con il cumulo dei contributi: brutta sorpresa sul TFS

I lavoratori che vanno in pensione con il cumulo dei periodi contributivi avranno una brutta sorpresa con riferimento al Trattamento di Fine Servizio.

Se normalmente i tempi di pagamento del Tfs sono lunghi, andando in pensione con il cumulo dei contributi occorrerà attendere ancora più a lungo.

Trattamento Fine Servizio
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Il Trattamento di Fine Servizio è l’indennità versata al termine di un rapporto lavorativo al dipendente pubblico. Il Tfs verrà corrisposto in un’unica soluzione se la cifra risulterà inferiore a 50 mila euro, in due rate annuali se l’importo sarà superiore a 50 mila euro e inferiore a 100 mila e in tre rate annuali per somme superiori a 100 mila euro. Per quanto riguarda le tempistiche di versamento del Tfs occorre tener conto della causa della cessazione del rapporto di lavoro. Se il motivo è l’inabilità o la morte del lavoratore l’erogazione avverrà entro 105 giorni. I tempi si allungano fino a più di 12 mesi e oltre qualora la causa sia il raggiungimento dell’età pensionabile o dei limiti di servizio. In tutti gli altri casi – per esempio licenziamento o dimissioni volontarie – il Tfs verrà erogato non prima dei due anni (fino anche a cinque anni di distanza).

Si parla di tempistiche più lunghe rispetto all’erogazione del Trattamento di Fine Rapporto dei dipendenti privati. Lo diventeranno ancora di più in caso di cumulo contributivo.

Pensione con cumulo dei contributi e Tfs, che batosta!

Come già visto, a seconda della motivazione della cessazione del rapporto del lavoro cambiano i tempi di erogazione del Trattamento di Fine Servizio. Penalizzazioni sulla tempistica saranno applicate qualora il lavoratore decidesse di andare in pensione con formule agevolate. Il riferimento è, per esempio, a Quota 102 nonché al cumulo dei contributi gratuiti.

Nello specifico, in caso di dimissioni o di pensionamento con Legge Fornero sarà necessario attendere 27 mesi minimo. Andando in pensione con Quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi) oppure con Quota 102 (64 anni di età e 38 anni di contributi) i termini decorrono dal momento del raggiungimento della maturazione dei requisiti per lasciare il lavoro con la pensione di vecchiaia.

Infine, i lavoratori che accedono alla pensione con cumulo dei periodi di contribuzione volontaria dovranno aspettare 12 mesi dopo il compimento dei 67 anni.

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Esiste una soluzione per non aspettare?

Chi giustamente non vuole attendere i 67 anni per ottenere i propri soldi accumulati durante la vita lavorativa può richiedere un anticipo del Tfs. Sarà necessario avviare una procedura che inizia con la richiesta della certificazione del diritto all’ente erogatore della PA per cui si lavora e continua con l’inoltro della domanda di anticipo ad una delle banche appartenenti all’accordo quadro. Naturalmente trattandosi di un prestito ci saranno dei costi da sostenere e, di conseguenza, la soluzione è da valutare con molta attenzione.