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Artrosi e pensione di invalidità: quando la patologia dà diritto all’aiuto economico

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Chi soffre di artrosi quali agevolazioni e benefici può richiedere? La malattia dà diritto alla pensione di invalidità o alla pensione anticipata?

La lista delle patologie che consentono di ottenere aiuti economici e assistenziali è molto lunga. Scopriamo se l’artrosi ne fa parte.

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L’artrosi è una malattia articolare cronico-degenerativa che in Italia colpisce circa 4 milioni di persone. La patologia colpisce le articolazioni soggette a usura in particolar modo ginocchia, colonna vertebrale e le anche. I dolori possono coinvolgere, poi, mani e piedi sia nei giovani che negli anziani. Ad essere maggiormente colpite dall’artrosi sono le donne successivamente alla menopausa. La rigidità delle articolazione interferisce con lo svolgimento delle attività quotidiane risultando – secondo il Centro Nazionale Artrosi – causa principale di disabilità. Di conseguenza verrebbe da pensare che i soggetti che soffrono di questa malattia possano ottenere il riconoscimento dell’invalidità e beneficiare, così, delle agevolazioni previste dalla Legge. Scopriamo se tale pensiero corrisponde o meno a verità.

Artrosi e invalidità, la Legge riconosce un collegamento?

L’artrosi è una malattia che solitamente si manifesta dopo i 50 anni ma che affligge anche molti giovani. Donne e uomini potrebbero manifestare dolori articolari a causa del lavoro svolto, di predisposizioni genetiche particolari o di uno stile di vita che sollecita maggiormente le articolazioni. Molti sportivi, ad esempio, usurano la cartilagine di ginocchia, polsi e caviglie. Chi usa le mani nel proprio lavoro, invece, potrebbe riscontrare rigidità nelle dita. Insomma, l’artrosi può rivelarsi una malattia che riduce la capacità lavorativa o di svolgere le comuni attività quotidiane.

In più, non esiste una cura ma solo terapie che allievano sintomi e ritardano il peggioramento della malattia. Infiltrazioni e protesi sono due dei trattamenti previsti nei casi più gravi ma, ribadiamo, la malattia è degenerativa e arrestarla non è possibile. Di conseguenza lo Stato italiano la riconosce come patologia che dà diritto ad aiuti e sussidi.

Come ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile

Le persone che soffrono di grave forme di artrosi possono richiedere il riconoscimento dell’invalidità civile. Tutto inizia con la richiesta al medico curante del certificato che attesta la patologia. Sarà il medico stesso ad inoltrarlo all’INPS e a rilasciare al paziente un numero di protocollo che servirà per inviare domanda di invalidità all’ente della previdenza sociale. Fissato l’appuntamento per la visita medica, l’interessato dovrà consegnare tutta la documentazione attestante la patologia alla Commissione incaricata di valutare il caso. Tale commissione redigerà un verbale riconoscendo o meno l’invalidità e assegnando un grado di disabilità.

Una volta a conoscenza della percentuale di invalidità assegnata (minimo 33%) si potrà sapere quali agevolazioni ottenere. La pensione di inabilità è prevista con il 100% mentre la pensione di invalidità civile si potrà richiedere con grado di invalidità compreso tra il 74 e il 99%.

Artrosi e pensione anticipata, cosa sapere

Se l’artrosi riduce la capacità lavorativa di più di due terzi il lavoratore può richiedere l’assegno ordinario di invalidità. La durata è di tre anni, alla scadenza andrà rinnovato. Giunti al terzo rinnovo diventa definitivo. Il lavoratore potrà scegliere se continuare a ricevere tale prestazione non interrompendo il rapporto di lavoro oppure se lasciare il lavoro continuando a ricevere l’assegno.

In alternativa, chi ha una percentuale di invalidità superiore al 74% può decidere di andare in pensione anticipata a 63 anni con l’APE Sociale. Condizione necessaria è aver accumulato 30 anni di contributi. La misura scadrà il 31 dicembre 2022 ma si pensa che verrà accordata una proroga.

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