Dalla Naspi all’APE Sociale in attesa della pensione di vecchiaia: un iter tutto da scoprire

I percettori con la Naspi in scadenza ma senza i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia possono richiedere l’APE Sociale.

Dalla Naspi all’APE Sociale per non rimanere senza soldi in attesa della maturazione dei requisiti della pensione di vecchiaia.

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La pensione di vecchiaia si raggiunge al compimento dei 67 anni di età e con 20 anni di contributi versati. Chi rimane senza un’occupazione prima di aver maturato questi requisiti può richiedere la NASPI, l’indennità di disoccupazione rivolta a chi ha perso involontariamente il lavoro con contratto subordinato. Rientrano tra i destinatari gli apprendisti, il personale artistico, i dipendenti a tempo determinato della PA e i soci lavoratori di cooperative. La NASPI non si riceve a vita ma solo per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti nei quattro anni precedenti alla perdita dell’occupazione. La durata massima è di 24 mesi. Ciò significa che chi finito il periodo di percezione dell’indennità di disoccupazione e non ha ancora maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia rischia di rimanere senza soldi. Questo non accadrà soddisfacendo le condizioni di accesso all’APE Sociale.

Dalla Naspi all’APE Sociale, le modalità di richiesta della misura

L’APE Sociale è una prestazione di accompagnamento erogata a chi non soddisfa i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia. Per poterla richiedere occorrerà rientrare in una della quattro categorie ammesse. Parliamo degli invalidi con grado di disabilità pari o superiore al 74%, dei caregiver che si occupano di familiari con invalidità grave da più di sei mesi, degli addetti alle mansioni gravose e dei disoccupati che non percepiscono indennità quali la Naspi.

Per poter avanzare domanda di accesso all’APE Sociale occorrerà richiedere inizialmente la certificazione del diritto all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Si potrà inoltrare la richiesta vera e propria solo dopo aver ricevuto esito positivo. Oltre a rientrare nelle categorie ammesse, ribadiamo, occorrerà aver terminato la fruizione dell’indennità di disoccupazione. La domanda potrà essere inoltrata subito dopo la scadenza mentre fino a poco tempo fa occorreva aspettare un periodo di tre mesi.

Da sottolineare, poi, come l’accesso all’APE Sociale sia legato al raggiungimento di 63 anni di età e 30 anni minimi di contributi (36 per gli addetti alle mansioni gravose). L’importo massimo erogato sarà di 1.500 euro. L’intera somma spettante si riceverà unicamente al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

E se non si dovessero soddisfare i requisiti di accesso all’APE Sociale?

Nel caso in cui non si dovesse rientrare tra i beneficiari dell’APE Sociale esiste, al momento, una misura che permette di avere un’entrata mensile. Il riferimento è al Reddito di Cittadinanza erogato come sostegno al reddito a chi rispetta precisi requisiti reddituali. Probabilmente tale prestazione presto sparirà per tanti percettori dato che le intenzioni del nuovo Governo sono di modificare la misura riservandola a chi ne ha veramente bisogno come le famiglie con figli senza reddito o le persone con disabilità. Per ora, comunque, è ancora attiva e richiedibile da chi ha finito di percepire la Naspi e non soddisfa le condizioni di accesso all’APE Sociale.

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