TFR anche alle badanti: come calcolare l’importo e quando spetta

Per legge tutti i lavoratori dipendenti hanno diritto al TFR, o liquidazione, al termine del periodo di lavoro anche i badanti.

Il TFR (Trattamento di fine rapporto) matura ogni giorno purché sia un giorno retribuito. Quindi, sono inclusi i giorni di assenza per malattia o infortunio, le ferie, la maternità, il congedo matrimoniale.

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Questa spesa, trattata nell’articolo 41 del Contratto collettivo nazionale Lavoro domestico, crea molte difficoltà economiche alle famiglie. Per questo per il datore di lavoro, soprattutto se è alla prima esperienza, è importante tener conto non solo dello stipendio mensile/orario e dei contributi, ma anche delle ferie, della tredicesima e del futuro TFR.

TFR badanti? È possibile ed ecco come calcolare l’importo

Il Trattamento di fine rapporto (detto anche liquidazione o buonuscita) deve essere sempre pagato al lavoratore sia in caso di cessato rapporto di lavoro sia in caso di dimissioni o licenziamento. Questo perché si tratta di un diritto del lavoratore.

L’importo equivale al compenso annuo totale diviso 13,5 più la percentuale dell’inflazione, a eccezione dell’anno in corso. La rivalutazione è calcolata moltiplicando l’importo annuale per due tassi: uno fisso pari all’1,5% e uno variabile pari al 75% basato sull’Indice ISTAT.

Come si evince il calcolo è molto tecnico e per i lavoratori assunti prima del 1990 le regole sono diverse e molto più complesse. Quindi si consiglia di rivolgersi a un consulente del lavoro, patronato o CAF per gestire gli aspetti burocratici senza commettere errori.

Quando pagare e con quale modalità

Secondo il contratto Lavoro domestico, in cui sono inclusi anche i badanti, il TFR dovrà essere pagato nel momento in cui avviene la cessione del rapporto di lavoro.

Tuttavia, come per gli altri lavoratori anche questi possono richiedere che il TFR sia anticipato. In questo caso il datore di lavoro potrà erogata solo il 70% dell’importo maturato. I giorni maturati corrispondono a quelli retribuiti.

Il modo di erogazione sono due: pagamento mensile o pagamento orario. Il primo modo è molto più chiaro e riduce al minino contestazioni da parte dell’ex dipendente.

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