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Copertura gel per le unghie: è davvero così pericolosa? La verità inaspettata

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La copertura in gel dell’unghia, sin dal suo esordio, ha sempre suscitato qualche diffidenza. Ma tutto quello che si dice sarà vero o no?

Non solo copertura in gel: anche lo smalto semipermanente e la ricostruzione hanno sempre diviso il pensiero pubblico. C’è chi li sostiene e chi, invece, li condanna.

Canva Foto

Da quando il mondo della cosmetica e della bellezza ha scoperto queste tre tecniche estetiche rivolte alle unghie, non si è mai verificata una fase di arresto. Infatti, sono molte le donne e, di recente, anche gli uomini che decidono di prendersi cura di sé anche partendo dalla semplice unghia. In effetti, possiamo dire come queste tre tendenze permettano di tenere in ordine le mani, contribuendo in maniera positiva all’immagine della persona. In questo modo, il classico smalto viene completamente dimenticato a loro favore.

Il motivo? Beh, sicuramente la durata dell’applicazione. Nonostante la ricostruzione, la copertura in gel ed il semipermanente abbiano tre durate differenti, rispetto allo smalto, ognuno a modo suo, dura di più. Ma nel corso degli anni su queste tre tecniche ne sono state dette di tutti i colori. Sicuramente sono un aiuto per chi ha il vizio di mangiarsi le unghie, ma in molti parlano anche di effetti nefasti. Ad esempio, per molto tempo si pensava che l’unghia, attraverso le tre, non avesse più modo di respirare.

Su questo argomento, in particolare, si sono espressi molti esperti del settore, ma non è di questo che ci occuperemo. Tuttavia, prima di capire l’oggetto del nostro articolo, invitiamo i lettori a leggere anche altre notizie. Ad esempio, esiste un prodotto capace di ridare vita ai nostri capi bianchi ormai ingialliti. Oppure, possiamo dire addio a quei fastidiosi addominali grazie ad una loro variante più divertente. Ebbene, dopo aver letto questo, possiamo procedere.

I veri rischi della copertura in gel dell’unghia, tutto quello che forse non sapevamo

Ovunque si vada, è sempre più facile trovare persone con unghie particolarmente lucide e resistenti. Ma mettiamo da parte, per un momento, lo smalto semipermanente e la ricostruzione, e concentriamoci, invece, sulla via di mezzo: la copertura in gel dell’unghia. Questa, infatti, spesso e volentieri la si usa come alternativa valida alla ricostruzione: dura di meno, ma la resistenza del materiale è più o meno simile.

Detto questo, uno dei principali rischi per la nostra salute sono le lampade UV le quali vengono usate per far asciugare i prodotti applicati sulle unghie. Proprio come i raggi ultravioletti del sole, possono essere la causa dell’invecchiamento precoce della pelle, oltre che generare il cancro nella stessa. In un certo senso, quanto più si fa uso di queste tre tecniche, più c’è la possibilità di sviluppare simili rischi.

Oltre a ciò, un’altra preoccupante conseguenza è l’assottigliamento delle unghie stesse. Di questo aspetto se ne sono occupati molti studi, ma la strada è ancora lunga. Tutto quello che sappiamo è che attraverso il processo di rimozione del gel viene bloccato il trasferimento dell’ossigeno tramite l’unghia. Inoltre, ciò comporta, non solo l’assottigliamento poco prima menzionato, ma anche la scomparsa del suo colore naturale.

Le differenze tra colata, ricostruzione e smalto semipermanente

Dopo aver parlato degli effetti negativi della copertura in gel, nota anche come colata, soffermiamoci anche su altri aspetti. In particolare, sul confronto tra le tre tecniche menzionate all’inizio del nostro articolo.

Possiamo dire che lo smalto semipermanente è molto più economico delle restanti due. Al contrario, però, non è possibile allungare l’unghia come, invece, si fa con la ricostruzione. Poi, rispetto alle altre due, il semipermanente dura di meno. In pratica, parliamo di un particolare smalto, un po’ più duro di quello classico, che viene fissato con una particolare lampada.

La copertura in gel non permette l’allungamento dell’unghia, ma più che altro è, appunto, una copertura che dona più resistenza alla stessa. I prodotti utilizzati sono simili a quella della ricostruzione, ma la durata è minore come anche il lavoro svolto dal onicotecnico oppure onicotecnica.

 

Le informazioni presenti nell’ articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici pubblicati su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi.

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