Rottamazione controversie, è online il modello per risolvere i problemi fiscali

I cittadini possono trovare online il modello e le istruzioni per la rottamazione delle controversie fiscali fino a 100 mila euro.

L’Agenzia delle Entrate ha reso noto il modello per l’adesione alla definizione agevolata dei giudizi tributari pendenti. Vediamo dove trovarlo.

rottamazione controversie
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Con rottamazione delle controversie o delle liti pendenti si intende il pagamento agevolato delle dispute tra Fisco e contribuenti. Nello specifico, la normativa prevede la definizione agevolata dei carichi delle controversie tributarie verso l’Agenzia delle Entrate, degli atti di procedimenti verbali di contestazione, degli atti del procedimento di accertamento e dei carichi di competenza del Fisco stesso. La Legge, dunque, permette al cittadino di risolvere la questione evitando il pagamento di interessi e sanzioni. Condizione necessaria è la compilazione di un apposito modulo da trasmettere telematicamente all’ente di riscossione. Da sottolineare come rientrino nella rottamazione le controversie in Corte di Cassazione fino a 100 mila euro se l’Agenzia è soccombente in ogni grado e fino a 50 mila euro se l’Agenzia delle Entrate è soccombente in almeno un grado precedente.

Rottamazione delle controversie, come inoltrare domanda

Il contribuente dovrà inviare il modello predefinito dal Fisco tramite PEC all’Ufficio parte nel giudizio di merito. Tale modello è reperibile in allegato al provvedimento direttoriale dello scorso 16 settembre. All’interno del provvedimento si potranno leggere anche le istruzioni di compilazione della domanda di definizione agevolata.

Il richiedente dovrà indicare codice fiscale, dati anagrafici e la Ragione Sociale (se soggetti diversi da persone fisiche), la residenza o la Sede legale. Potrà aggiungere, poi, i recapiti come posta elettronica, numero di fax o numeri telefonici su cui vuole essere contattato. Nel modello occorrerà indicare i dati della controversia tributaria pendente (periodo d’imposta, tipologia di atto impugnato, estremi dell’atto, numero di Registro…) e l’importo dovuto. Infine occorrerà apporre la propria firma.

Allegati e pagamento dell’importo dovuto

In allegato al modello sarà necessario caricare la fotocopia della carta di identità (o altro documento identificativo) del firmatario della domanda e la ricevuta di pagamento del modello F24. Nel caso in cui non dovessero esserci importi da pagare basterà presentare la domanda di definizione agevolata per completare l’istanza.

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Secondo la normativa la somma da corrispondere dovrà essere versata in un’unica soluzione. Per quanto riguarda i codici tributo da inserire nel modello F24 saranno resi noti a breve.