Il Superbonus continua a destare preoccupazione. La misura è sfuggita al controllo dello Stato e, ad oggi, la situazione è complicata.
L’enorme successo iniziale inaspettato del Superbonus 110% non ha permesso di continuare a gestire la misura con razionalità ed efficacia.
L’idea è apprezzabile se eseguita correttamente. Sostenere economicamente i cittadini nella ristrutturazione e riqualificazione energetica della propria abitazione. La detrazione del 110%, poi, ha invogliato maggiormente i cittadini nell’effettuare gli interventi ma, probabilmente, il progetto non è stato supportato da solide fondamenta. Pratiche bloccate, cantieri interrotti, crediti vaganti, la situazione odierna è grave e preoccupa cittadini e imprese. Proprio la cessione dei crediti rappresenta la questione più spinosa di tutte, quella che terrorizza in contribuenti per la possibilità di dover restituire la somma ottenuta e di dover pagare delle sanzioni aggiuntive. Facciamo il punto per capire cosa aspettarci in futuro.
La cessione dei crediti con riferimento ai Bonus edilizi è preoccupante. Parliamo di 5 miliardi di euro di crediti bloccati di cui il 70% relativi al Superbonus 110%. A fine luglio le opere ammesse a detrazione hanno toccato quota 38,8 miliardi di euro con spesa complessiva di 43,7 miliardi di euro. Le spese sono di 31 miliardi, invece, per i lavori conclusi – 28,2 miliardi di euro.
I cantieri iniziati se bloccati porterebbero i richiedenti a non soddisfare le richieste dello stato di avanzamento dei lavori. Di conseguenza, il credito già erogato potrebbe essere chiesto indietro. In più scatterebbero le sanzioni previste dalla normativa. Un peso molto grave per i contribuenti che si ritroverebbero con un doppio danno. A questa situazione si è giunti a causa dell’enorme richiesta di accesso al Superbonus e della constatazione che tante domande rappresentavano degli illeciti. I controlli delle banche e dell’Agenzia delle Entrate sono diventati più stringenti e nulla sfugge alle verifiche. Un documento omesso potrebbe significare l‘addio alla misura. In più, al fine di limitare l’uscita dei soldi dalle casse dello Stato sono stati imposti paletti poco noti, facili da superare inconsapevolmente.
Lo stato di avanzamento dei lavori rappresenta un enorme paletto per i richiedenti del Superbonus 110%. Ricordiamo che se per i condomini gli interventi dovranno essere effettuati entro il 31 dicembre 2022, per le villette e le unifamiliari indipendenti la scadenza è il 30 settembre. Questa la data entro cui ultimare il 30% dei lavori richiesti in corso al 30 giugno (data di scadenza iniziale poi prorogata). Rispettando questa condizione si potranno continuare i lavori e terminarli entro dicembre 2022.
Addio alla maxi detrazione, invece, se il limite del 30% non viene raggiunto in tempo. L’Agenzia delle Entrate, inoltre, sottolinea come non sia sufficiente pagare il 30% degli interventi per poter continuare ad usufruire del Superbonus 110%.
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