Truffe Bancomat: eccone 3 che devi conoscere per non correre rischi allo sportello ATM

Le truffe Bancomat sono un’eventualità nient’affatto rara, specialmente se non si presta attenzione alle condizioni dello sportello ATM in cui ci si reca, per compiere prelievi e versamenti. 

Tutti conosciamo il Bancomat e nel senso comune esso è inteso come la carta di pagamento per effettuare operazioni tracciabili, anche se il vero significato del termine è un altro.

bancomat
pixabay

Infatti, la parola indica non la carta elettronica o la carta di debito bensì la denominazione commerciale di un circuito di pagamento, usato appunto per far funzionare le carte di debito. Tuttavia ‘Bancomat’ è da tutti un termine usato per indicare lo strumento di pagamento elettronico, ovvero una carta di debito che “gira” sul circuito avente questo nome.

Sulla scorta di queste essenziali premesse, di seguito vogliamo dare un’occhiata a quelle che sono 3 tipiche frodi agli sportelli ATM (Automated Teller Machine). Questi ultimi sono gli sportelli automatici che costituiscono un’apparecchiatura per il prelievo in modalità self di denaro contante, oggetto di addebito in via diretta sul proprio conto corrente.

Pensiamo a fenomeni come il card trapping o la clonazione, ad esempio. Ma i casi sono davvero svariati. Proviamo allora a fare un po’ di chiarezza in materia, onde capire come fare a difendersi contro i rischi di truffa e di danno al proprio patrimonio.

Rischi Bancomat e truffe allo sportello ATM: il cash trapping e il card trapping, differenza

Forse a non tutti sarà nota la cosa, ma davvero non pochi delinquenti sono in grado di manomettere lo sportello ATM, allo scopo di derubare i correntisti che vi si recano. Per esempio, una truffa piuttosto in voga agli sportelli è denominata “cash trapping”.

Spiegare cos’è non è affatto difficile, anche se il nome potrebbe lasciare spiazzate più persone. Il cash trapping si attua semplicemente ostruendo la fessura da cui esce il denaro per i prelievi bancomat. Manomettere lo sportello ATM non è affatto difficile su questo piano, bastando un qualsiasi oggetto di ridotte dimensioni idoneo a bloccare il citato spazio.

In questi casi, il cliente potrebbe allontanarsi per chiedere aiuto ad un impiegato della banca e, proprio in questo lasso di tempo, si consumerà il danno. Il truffatore potrà infatti agire indisturbato togliendo l’ostacolo all’emissione del denaro, di fatto rubandolo al malcapitato correntista in quel momento assente.

ll card trapping non è così diverso dal cash trapping, ma in questo caso a restare bloccata è la carta di debito o bancomat, e non il denaro contante. I malintenzionati agiscono affinché la tessera resti incastrata nella fessura e attendono che il cliente chieda aiuto entrando in filiale. In quei minuti i truffatori potranno agire prelevando i soldi, a danno dell’ignaro correntista.

Clonazione Bancomat: che cos’è?

Infine un altro pericolo cui prestare molta attenzione è quello rappresentato da chi altera lo sportello ATM, per ‘predisporlo’ a clonare il Bancomat – e con esso dunque tutti i dati personali contenuti all’interno della carta di debito.

La truffa più classica consiste nell’applicare uno skimmer allo sportello dell’ATM in corrispondenza della fessura nella quale il cliente immette la carta per fare le operazioni desiderate. Detto skimmer consiste in pratica in un dispositivo in grado di leggere e inserire su una memoria interna le informazioni della banda magnetica dei badge. Il meccanismo consente così al malintenzionato di bloccare l’erogazione dei contanti e contestualmente memorizzare i dati Bancomat.

Di fatto il correntista viene così reso vittima di una trappola molto ingegnosa: immessa la carta nel macchinario, il suo pin potrà essere registrato attraverso l’installazione di una microtelecamera nascosta o addirittura di una tastiera sovrapposta all’originale. Non solo. La clonazione Bancomat può anche aversi tramite l’installazione di un software apposito nel computer interno allo sportello ATM. Grazie al malware in oggetto, il delinquente può prelevare il denaro del conto corrente.

Conclusioni

Nel corso di questo articolo abbiamo visto tre casi classici di truffe Bancomat, mirate ad intascare denaro ai danni degli sventurati correntisti. D’altronde, è noto che per prelevare denaro oppure per compiere ogni altra operazione che il dispositivo ATM permette di fare, il cliente della banca deve inserire la propria carta di debito Bancomat, all’interno dello spazio per l’ingresso della tessera.

Però attenzione a come ci si comporta: a seguito della digitazione del pin segreto, lo sportello ATM, identificato il cliente, consente di accedere al proprio conto per le operazioni di interesse. Il punto è che i malintenzionati sanno come ingannare banca e clienti, pertanto quando ci si reca allo sportello e per tutto il tempo in cui si resta al suo interno, sarà sempre buona regola mantenere molto alta l’attenzione, perché un tentativo di truffa potrebbe nascondersi proprio dietro l’angolo.

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Pensiamo ad esempio alla clonazione carta bancomat: per evitare brutte sorprese, sarà opportuno dare un’occhiata alle condizioni dello sportello ATM. Se appaiono delle visibili difformità o irregolarità rispetto al solito, sarà meglio non fare nessuna operazione e rivolgersi direttamente al personale della banca. In particolare sarà conveniente prestare attenzione allo stato della fessura nella quale è inserita la carta, ma anche alla tastiera con i numeri per digitare il pin. Se vi sono segni di una possibile alterazione, sarà meglio contattare immediatamente lo staff della filiale. Analoghe considerazioni valgono anche nel caso in cui il correntista noti ‘strane’ telecamere posizionate in punti strategici e che puntano sulla tastiera o sullo schermo.