Il TFM (Trattamento di fine mandato) è un’indennità che una società può corrispondere agli amministratori al termine del mandato.
Ma un amministratore per esigenze economiche può chiedere un anticipo il TFM maturato anche se continua a essere amministratore della società?
La risposta non è semplice perché il TFM dipende dagli accordi aziendali. Quindi, non è assimilabile al TFR, ossia al Trattamento di fine rapporto regolato invece da un contratto di lavoro.
Definito il TFR degli amministratori in realtà non ha niente a che vedere con questo trattamento di fine rapporto. La differenza è abbastanza semplice ed evidente. Entrambi partono dal presupposto che è una somma economica che è accantonata. Ma, mentre il TFR è regolato dal CCNL di settore, ovvero dal contratto di lavoro, il TFM dipende di norma da accordi aziendali.
Inoltre, gli accantonamenti del TFM servono a creare l’indennità concordata su cui, poi, si applica anche una percentuale annua di rivalutazione. Ma la somma da accantonare non è obbligatoria. Tra l’altro, deve risultare da uno statuto o da una delibera. E quindi decisa dall’assemblea con data certa e con atto precedente all’instaurazione del rapporto di collaborazione.
Per rispondere alla domanda, l’amministratore dovrebbe verificare se la società ha emesso tali regolamenti e, eventualmente, quali sono le modalità per la liquidazione e l’incasso del TFM.
Se non nella società non è stata presa nessuna decisione in merito, la delibera spetta ai soci della società. Se è presente un accordo si seguono le indicazioni stabilite in precedenza. In caso contrario, in mancanza di un accordo scritto o se i soci non ritengono opportuno anticipare il trattamento di fine mandato, il richiedente non potrà ottenere l’anticipo.
Questo perché il TFM deve essere istituito e regolato con un accordo volontario fra le parti.
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