Acquistare casa per investimento o BTP: ecco quale rende di più oggi

Una ricerca di mercato segnala un calo di interesse verso le case per investimento, ossia appartamenti comprati per trarne un reddito.

Secondo una ricerca solo il 5,1% delle famiglie decide di comprare un immobile per poi affittarlo e ricavare un secondo reddito.

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Gli investitori immobiliari nel 2021 erano il 10,2%, mentre nel 2020 il 13,3%. Molti anziché comprare delle case preferisce investiti in titoli di Stato, soprattutto BTP. Ecco spiegato il perché.

Case per investimento o BTP: ecco quale rende di più secondo una ricerca di mercato

Nomisma ha svolto una ricerca di mercato “facendo i conti in tasca” alle famiglie per conoscere quanto rende affittare case a canone libero con un contratto della durata di 8 anni.

In seguito, tenendo conto della città, del prezzo medio al metro quadro e dell’affitto medio al metro quadro per anno la società ha stilato una tabella dei rendimenti lordi. In sintesi, si va dal 5,3% di Palermo al 5,2% di Roma. Mentre il rendimento lordo di Milano e Bologna è del 4%.

Se si ipotizza un prelievo fiscale (ossia cedolare secca più IMU) pari al 35% del canone la percentuale del reddito netto scende al:

  • 2,6% per Bologna e Milano;
  • 3,4% per Roma e Palermo;
  • 2,8% per Firenze (con un rendimento lordo del 4,4%);
  • 3% per Torino (con un rendimento lordo del 4,5%);
  • 3,3% per Napoli e Genova, rispettivamente con un rendimento lordo del 5,1% e del 5%.

La ricerca di mercato mette in evidenza che negli ultimi due anni il rendimento delle case non è cambiato. A essere variati sono invece i rendimenti dei titoli di Stato. Infatti, se un BTP rende quanto un affitto, incassare ogni 6 mesi le cedole è più comodo. Ma non solo. È anche meno rischioso perché si ha la certezza di quanto sarà il ricavo alla scadenza del titolo.

In molti potrebbero obiettare che i titoli possono essere venduti prima del tempo con una considerevole perdita di soldi. Però, anche il mercato immobiliare non è esente da rischi se, ad esempio, si ha una vendita dell’immobile in tempi stretti in una fase di contrattazione del mercato.

Inoltre, un BTP si vende velocemente, mentre una casa richiede alcuni mesi.

Affitti, inflazione e morosità

I rendimenti degli affitti sono resi più complicati dall’inflazione. Infatti, la cedolare secca non permette l’aggiornamento annuo del canone valutato al costo della vita. Invece, la tassazione Irpef, con cui è possibile adeguare la rata dell’affitto, penalizza chi ha un reddito medio alto.

Un problema per gli affitti si ha anche a causa di inquilini spesso inaffidabili. Questo perché sono persone che desiderano comprare una casa ma non dispongono di denaro per farlo. E spesso, si scopre troppo tardi, non possono permettersi neanche la rata di un affitto a lungo termine. Soprattutto in una grande città.

Affitti brevi

In molte città vi è poi l’usanza dell’affitto per brevi periodi. Però, qualora si volesse comprare una casa e investire in questa tipologia di affitto deve prendere in considerazione alcuni aspetti. Tra i tanti, l’introduzione da parte dei Comuni di alcune restrizioni per queste tipologie di affitti.

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È successo a Venezia in cui il decreto Aiuti dà all’amministrazione comunale la facoltà di scegliere le aree, nelle zone di pregio storico artistico del centro, dove limitare gli affitti turistici. Molte città, come Firenze, vorrebbe norme simili.