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Tra 6 anni arriva la fine del Mondo? No, ma non è necessariamente una buona notizia

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Siamo portati a pensare a “la fine del Mondo” come un qualcosa di immediato, “esplosivo” e devastante. Ma forse non è così.

Anzi, forse è anche peggio. Perché se tutto finisse così, in un “battito di ciglia”, ci eviteremmo molte sofferenze. La realtà, per quanto riguarda la nostra esistenza su questo Pianeta, è purtroppo molto più complessa.

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Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire a che punto siamo. Esistono in diverse parti del mondo, come anche in Italia, dei Climate-Clock. Si tratta di orologi “speciali” che stanno eseguendo un conto alla rovescia.

Ad oggi, segnano 6 anni, 360 giorni e ore-minuti-secondi che stanno scorrendo continuamente all’indietro.

Non è un calcolo messo a caso. Si tratta di una data allo scadere della quale non vi sarà un’esplosione apocalittica della Terra, o simili. Ma di un punto di non-ritorno. Gli scienziati, da anni lanciano appelli affinché la politica mondiale prenda provvedimenti, e faccia “inversione di marcia” sulla gestione irresponsabile che stanno attuando verso le risorse del Pianeta. Scaduti i 6 anni, non potremo più fare quello che ad oggi è ancora possibile.

Gli effetti dei danni che abbiamo causato al nostro ambiente già si vedono. Temperature sempre più elevate, siccità estreme, territori compromessi, incendi e povertà che riguarda sempre più persone. Sembrano “concetti” lontani dalla nostra quotidianità, e invece tutti questi macro-disastri vanno a modificare proprio le attività umane di tutti i giorni.

Tra 6 anni arriva la fine del Mondo? No, ma non è necessariamente una buona notizia

La crisi energetica che stiamo vivendo è solamente uno dei fallimenti della politica a livello globale. Nonostante anni e anni di avvertimenti da parte di illustri scienziati ed esperti, i Governi hanno “chiuso gli occhi” e procrastinato fino all’impossibile le decisioni che dovevano essere prese.

Invece di accelerare la transizione ecologica hanno preferito continuare ad alimentare il mercato del Petrolio, a non investire in nuove tecnologie. E non si tratta di un “giudizio” meramente morale. I risultati di tutti gli errori e mancanze vengono pubblicati regolarmente. E regolarmente ignorati.

L’ultimo allarme arriva dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, che dopo aver esaminato l’ultimo report del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, ha affermato senza mezzi termini quanto segue.

Ho visto tanti report, ma mai nulla di simile a questo, un atlante della sofferenza umana e del fallimento della leadership climatica

I nostri Governi, invece di trovare soluzioni, pensano ad attuare le misure tanto “estreme” quanto incoscienti e pericolose, come tagliare Luce e Gas direttamente alle case dei cittadini e nelle strutture produttive. Con “distacchi programmati delle utenze”. Uno scenario del genere comporterà disagi importanti, perdite economiche, ancora più disoccupazione e povertà, e rischi concreti di scontri sociali.

Solamente a causa del conflitto con l’Ucraina si sono fatti passi indietro inaccettabili. Si riaprono le centrali a Carbone. In un contesto in cui entro pochi anni avremmo dovuto arrivare a emissioni zero.

Eppure le idee ci sono, e arrivano da esperti che pensano realmente a soluzioni pratiche. Se entro 6 anni nessuno farà qualcosa, arriveremo alla soglia di non-ritorno di 1,5 gradi di aumento della temperatura globale.

Non avverrà, a quel punto, l’Apocalisse totale. Ma la vita di ogni abitante di questo pianeta sarà molto più difficile. Migrazioni di massa, povertà assoluta in aumento, violenza e altre guerre. Equilibri ambientali completamente compromessi, e dunque meno cibo, meno risorse. La nostra “folle corsa” si fermerà, e potremmo tornare in poco tempo “al Medioevo”.

Scenari che sono “lontani” solamente 6 anni. Eco perché non dovremmo essere tranquilli, se non arriva la fine del mondo. Perché sarà una lenta agonia, che renderà la vita dei nostri figli un vero inferno.

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