Gli spazzolini da denti di Bambù sono davvero ecologici? Ecco i fattori di cui tenere conto

Ultimamente sta crescendo la domanda per gli spazzolini da denti di Bambù. Le persone vogliono tutelare l’Ambiente.

Ma comprando questi modelli al posto dei classici spazzolini in plastica si fa davvero qualcosa di buono per il Pianeta? La risposta non è così scontata.

spazzolini da denti di Bambù
Adobe Stock

I consumatori, negli ultimi tempi, hanno aumentato la consapevolezza e cercano di orientarsi sempre di più verso prodotti ecosostenibili. Non a caso gli spazzolini di bambù stanno ottenendo un grande successo. Certo, anche il fattore “moda del momento” può aver fatto la sua parte. Ma se l’Ambiente ne guadagna, ben venga anche questo.

Andando ad esaminare più a fondo la questione, però, dobbiamo evidenziare che spesso gli stessi consumatori commettono “errori di valutazione”. Naturalmente in buona fede. È evidente che comprare uno spazzolino in bambù è un’azione positiva e propositiva. Ma per essere dei consumatori realmente consapevoli dobbiamo imparare a “difenderci” dai “messaggi ambigui” che spesso accompagnano i prodotti “bio” e “green”.

Gli spazzolini da denti di Bambù sono davvero ecologici? Ecco i fattori di cui tenere conto

Il mercato offre una scelta abbastanza buona per quanto riguarda gli spazzolini da denti “ecologici”. Certo non vi è una varietà di modelli come quelli in plastica. Il che potrebbe scoraggiare le persone ad acquistarli. Però va detto che in quanto a efficienza, gli spazzolini in bambù non hanno nulla da invidiare agli antagonisti “inquinanti”.

Ricordiamo che gli spazzolini in plastica, una volta gettati, impiegano ben 75 anni prima di decomporsi definitivamente. Nel mentre, è molto probabile che le microplastiche derivanti dalla scomposizione vadano a finire nella catena alimentare. Dapprima nei pesci ad esempio, poi nei loro predatori, e infine nell’uomo.

Uno studio effettuato nel 2019 titolato No Plastic in Nature: Assessing Plastic Ingestion from Nature to People e commissionata dal WWF all’Università di Newcastle in Australia ci offre dati poco rassicuranti. Ogni persona può arrivare a ingerire 21 grammi al mese, (250 grammi all’anno) di microplastiche, provenienti da cibo o prodotti per l’igiene. Compreso il dentifricio, se vogliamo rimanere in tema.

Dunque, eliminare più plastica possibile è semplicemente una questione di sopravvivenza. Del nostro Pianeta e di noi stessi. Anche acquistare uno spazzolino in Bambù può servire. Ma bisogna sceglierlo con criterio.

Cosa controllare quando si acquista uno spazzolino da denti “Bio”

Forse potrà sembrare un suggerimento banale, ma dobbiamo stare attenti alla plastica contenuta in alcuni modelli di spazzolini di Bambù. Infatti diverse varianti hanno le setole in Nylon. Che, com’è noto, è un materiale sintetico derivato dal Petrolio. Dunque a che serve possedere uno spazzolino in legno che contiene della plastica? A niente, o quasi. Dobbiamo acquistare quelli che sono dotati di setole in bio-plastica, un materiale innovativo completamente degradabile. E che offre le stesse performance del Nylon.

Un altro fattore da considerare durante l’acquisto di uno spazzolino davvero “Bio” è il suo packaging. Non deve essere fatto da parti di plastica, meglio sarebbe cartone, quindi biodegradabile.

Infine, dobbiamo stare attenti alle diciture che compaiono sulle confezioni. Molto spesso le aziende – per incentivare le vendite – “promettono” cose che non risultano veritiere. Ad esempio alcuni marchi enfatizzano le proprietà del Bambù, sostenendo che la pianta è antimicrobica e antibatterica.

In realtà alcuni studi hanno dimostrato che negli spazzolini vi è comunque proliferazione di batteri. Nessun pericolo per la salute umana, è chiaro, ma bisogna essere correttamente informati per “dare i nostri soldi” a chi si comporta quantomeno onestamente.

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