Bonus 200 euro che diventa 1000 euro: un’incredibile magia ma non per tutti

Trasformare un Bonus da 200 euro in uno da 1.000 euro, non serve essere un mago. Scopriamo chi potrà assistere alla magia.

Il Bonus da 200 euro potrebbe raggiungere importi molto più importanti grazie ad un Decreto in arrivo nel mese di luglio.

Bonus 200 euro
Adobe Stock

A fine luglio dovrebbe arrivare un Decreto Legge ricco di misure dalla parte dei cittadini. I lavoratori e le famiglie sperano in aumenti di stipendi e pensioni e in un alleggerimento delle spese per ritornare ad una maggiore stabilità economica. L’inflazione sempre crescente, infatti, sta mettendo in difficoltà i contribuenti e gli importi delle retribuzioni non sono sufficienti a sostenere l’attuale costo della vita. Da qui la decisione del Governo (quale esecutivo lo capiremo solo oggi) di procedere con un nuovo taglio del cuneo fiscale per aumentare gli importi in busta paga e di quintuplicare il Bonus 200 euro.

Da 200 euro a mille, che notizia!

Diversi rumors indicano un aumento del Bonus 200 euro fino all’erogazione di 1.000 euro totali. È ipotesi plausibile, infatti, che il Bonus non sarà una tantum come previsto ma che verrà erogato per cinque mesi, da luglio a dicembre 2022. In questo modo si potrebbero aumentare gli importi dello stipendio in maniera immediata, con una misura già definita e che alcuni pensionati e dipendenti hanno già ricevuto. L’aumento delle mensilità del versamento del Bonus, dunque, servirebbe come palliativo nell’attesa di un intervento strutturale che definisca una crescita per tutte le retribuzioni.

Quando il nuovo Decreto verrà pubblicato ufficialmente, i percettori attuali del Bonus sapranno se potranno ricevere i 200 euro fino a dicembre e secondo quali modalità. Ad oggi lo ricevono in automatico unicamente i pensionati, i lavoratori dipendenti, i percettori di Reddito di Cittadinanza, i lavoratori dello spettacolo, i percettori di Naspi, Dis-Coll e i disoccupati agricoli. Devono farne domanda, invece, i lavoratori autonomi con e senza partita IVA, gli stagionali, colf e badanti, i lavoratori domestici, i venditori a domicilio, i titolari di rapporti di collaborazioni continuativi e coordinate e i professionisti.

Taglio del cuneo fiscale, c’è grande attesa per il 2023

L’obiettivo del Governo è aumentare le retribuzioni dei lavoratori attualmente troppo basse per affrontare l’aumento del costo della vita. Oltre al Bonus 200 euro che, come detto, è un rimedio provvisorio, si prevede per il 2023 un taglio del cuneo fiscale aggiuntivo. Un’ulteriore riduzione delle tasse, infatti, farebbe crescere l’importo netto in busta paga.

Si ipotizza un raddoppio dell’attuale esonero contributivo. Lo sgravio passerebbe, dunque, dallo 0,8% all’1,6% traducendosi in aumenti mensili sullo stipendio di 70/80 euro. La speranza dei lavoratori è che l’esonero non sia provvisorio ma che diventi strutturale. Un ulteriore passo in avanti si avrebbe, infine, con l’introduzione del salario minimo per impedire che alcuni lavoratori percepiscano meno dei percettori del reddito di cittadinanza.

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