Novità reddito di cittadinanza: cambia tutto e l’Inps spiega le nuove regole per accedere

Nel messaggio n. 2820 dell’Inps vi sono utili precisazioni in tema di equivalenza tra domanda di reddito di cittadinanza e dichiarazione di disponibilità al lavoro, così come emerge dall’ultima legge di Bilancio.

Sicuramente si tratta di una semplificazione burocratica che, nei tempi odierni, non è mai sgradita. reddito di cittadinanza

pixabayStiamo parlando di quanto chiarito in un recente documento Inps, pubblicato a seguito delle novità di cui si trova traccia nell’ultima manovra. Il tema è il reddito di cittadinanza e le misure per agevolare il reinserimento lavorativo.

Ebbene, secondo il messaggio dell’istituto di previdenza n. 2820 emesso nei giorni scorsi, le domande di reddito e pensione di cittadinanza debbono ritenersi equivalenti alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (la cosiddetta DID).

Vediamo più da vicino queste precisazioni senza dubbio degne di nota per un argomento come il reddito di cittadinanza, vale a dire una misura di sostegno contro la povertà e la disoccupazione che – fin dalla sua introduzione – non ha mancato di attirare critiche e richieste di modifica e correzione al meccanismo. I dettagli.

Reddito di cittadinanza e DID: cosa dice il messaggio Inps n. 2820 del 2022

Il citato comunicato dell’istituto di previdenza parla chiaro:

  • le domande di reddito e pensione di cittadinanza equivalgono a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID),
  • sia per stessi che per tutti i componenti del nucleo familiare, che debbono rispettare gli obblighi connessi alla fruizione del reddito di cittadinanza.

Ovviamente non è l’Inps che ha stabilito ciò, ma si tratta di una spiegazione della semplificazione procedurale inclusa nella legge di Bilancio 2022 allo scopo di rafforzare e agevolare il reinserimento lavorativo.

In uno schema d’insieme, la domanda sarà dunque trasmessa in via automatica dall’Inps all’Anpal per l’inclusione nel sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, come già accade per i beneficiari di Naspi e Dis-Coll.

RdC e DID: gli obblighi per gli interessati

Quando l’interessato presenterà domanda di reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza, questi sarà informato del fatto che detta richiesta equivale a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) e che le eventuali integrazioni dovranno essere date:

  • entro 30 giorni dal riconoscimento del sussidio contro la povertà e la disoccupazione,
  • o, comunque, entro i tempi richiesti per la firma dei Patti per il lavoro o dei Patti per l’inclusione sociale.

Ne consegue che la domanda per la citata prestazione, che non include questa dichiarazione, sarà considerata improcedibile e non potrà condurre all’erogazione della somma.

Ricordiamo infatti che i versamenti delle mensilità di reddito di cittadinanza prevedono il rispetto di determinati obblighi di legge. Per sgomberare il campo da ogni possibile dubbio, eccoli in sintesi:

  • sussistenza della dichiarazione, da parte dei componenti del nucleo familiare in maggiore età, di immediata disponibilità al lavoro,
  • firma da parte degli stessi di un Patto per il lavoro o Patto per l’inclusione sociale, in base alle necessità e bisogni del nucleo familiare e di coloro che di fatto lo compongono.

Vero è che detti obblighi non valgono per tutti i potenziali percettori: infatti ad es. i componenti con disabilità possono rendere nota la loro disponibilità al lavoro ed essere obiettivo di offerte di lavoro, in base alle modalità di cui nelle norme sul collocamento obbligatorio.

Sussidio a rischio? Possibili scenari post voto

Il reddito di cittadinanza rappresenta, come accennato, una misura di contrasto alla povertà e alla disoccupazione, e trae origine nel decreto legge n. 4 del 2019. La misura di fatto è una sorta di evoluzione dell’anteriore reddito di inclusione (ReI) e prima ancora del Sostegno all’Inclusione Attiva (Sia), andando a costituire un sostegno economico per le famiglie con meno possibilità economiche, proporzionato e assegnato sulla scorta di una serie di fattori come ad es. la numerosità dei componenti il nucleo familiare.

Perennemente in discussione e oggetto di critiche da più parti, il reddito di cittadinanza è sopravvissuto finora, ed anzi rilanciato nel periodo della pandemia.

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Tuttavia, c’è chi è dell’idea per cui in caso di ritorno alle urne a causa della crisi di Governo, le prospettive di una conferma del reddito di cittadinanza saranno piuttosto improbabili. Infatti, secondo gli osservatori – in ipotesi di drastico cambio di Governo con partiti di centrodestra dopo le eventuali elezioni – proseguire sul percorso di questo sussidio non sarà un obiettivo dell’agenda di Governo.