La Guardia di Finanza ha sequestrato migliaia di tonnellate di Pellet contraffatto. Cosa succede e come fare a difendersi.
La “questione del Pellet” sta assumendo contorni sempre più inquietanti. La crisi scatena reazioni, molte delle quali fraudolente o speculative.
Il prezzo del Pellet è schizzato alle stelle in pochissimo tempo. Le motivazioni “ufficiali” sono la maggiore richiesta da parte dei consumatori, spaventati per il prezzo del Gas. Ma all’origine dei rincari c’è anche il fatto che costa l’energia stessa per produrlo. In Italia non abbiamo aziende che lo fanno, e dobbiamo importare il Pellet dall’estero. Anche volendo investire a livello statale in questo senso, i prezzi sarebbero comunque alti.
Ricordiamo che se fino a poco tempo fa un sacco da 15 Kg di Pellet costava 5-8 Euro, adesso siamo a cifre assurde anche oltre i 15 Euro. Inutile “gridare allo scandalo”, purtroppo la situazione è questa.
E non è finita, perché molti che hanno acquistato scorte di Pellet per l’inverno sono anche stati frodati. Ecco cosa è successo e cosa possiamo fare per difenderci.
Dopo le denunce di alcune persone, la Guardia di Finanza ha effettuato controlli in tutta Italia. Ciò che è emerso è incredibile, nonostante varie associazioni a tutela dei consumatori avessero paventato questa possibilità.
Ben 52 tra aziende, produttori e rivenditori di Pellet sono stati denunciati con l’accusa di contraffazione, che ha riguardato in totale 1 milione e mezzo di sacchi di combustibile, pari a 5 mila tonnellate. Un giro d’affari che deve aver fruttato molti soldi, vista appunto la grande domanda di Pellet degli ultimi tempi.
Probabilmente sono riusciti a “piazzarne” tanto offrendo qualche sconto, e qualche ingenuo cliente deve aver creduto all’offerta. Il problema è che questo Pellet non è conforme alle attuali normative. Chi si è accorto della truffa sta chiedendo a gran forza un risarcimento. La delusione, però, quella non potrà mai risarcirla nessuno.
Probabilmente ci saranno altri soggetti che cercheranno di vendere Pellet contraffatto, perché sanno che la domanda non si è certo fermata e anzi andrà avanti per tutto l’inverno. L‘unica cosa che possiamo fare per tutelarci è stare attenti al prezzo, innanzitutto.
Se troviamo ad esempio un fornitore che vende i sacchi a 3 o 5 euro, cioè come prima di questa crisi, allora è probabile che dietro ci sia una truffa. Inoltre possiamo documentarci e riconoscere i marchi di certificazione di qualità che devono essere presenti sulle confezioni.
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