L’INPS comunica un congedo più lungo per i malati oncologico. Scopriamo le novità annunciate nel 2022.
Fino a 24 mesi di assenza dal luogo del lavoro per chi soffre di patologie oncologiche. E le novità non finiscono qui.
Il Parlamento discute su una Legge volta a garantire più tutele per i malati oncologici. È arrivato il momento di riconoscere le difficoltà che comporta una patologia di tale gravità e di offrire le giuste coperture previdenziali ai soggetti malati. La Camera ha già approvato la norma che allunga i tempi di congedo per i lavoratori affetti da serie malattie individuando il rientro dopo 24 mesi di assenza. Tra le patologie considerate gravi rientrano quelle oncologiche e temporaneamente invalidanti. Una diagnosi di tumore ha conseguenze rilevati sia sulla psiche che sul fisico. Le cure debilitano profondamente e le ripercussioni sul normale svolgimento del lavoro e delle attività quotidiane significative. Da qui la necessità di garantire un tempo di recupero più lungo senza la preoccupazione di perdere l’occupazione.
Il lavoratore che soffre di una malattia grave come quella oncologica potrà conservare il posto di lavoro per 24 mesi ma non la retribuzione. I due anni sono in aggiunta al periodo di malattia indennizzabile dal datore di lavoro (sia pubblico che privato). Inoltre, il piano prevede 10 ore aggiuntive di permessi retribuiti per effettuare visite specialistiche ed esami che si andranno a sommare ai permessi previsti dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro.
I permessi sono richiedibili sia dal malato oncologico che dai genitori di bambini con patologie oncologiche o con gravi infermità invalidanti. Sarà il datore di lavoro a pagare la retribuzione per poi richiedere il conguaglio mensile all’INPS. L’ente, poi, dovrà trovare il sostituto del lavoratore assente per malattie oncologiche. La richiesta del congedo è legata alla presentazione del certificato medico attestante la patologia rilasciato dal medico curante o da un medico specialistico della struttura pubblica o privata presso cui ci si cura.
Esigenza principale del nuovo Decreto è la conservazione del posto di lavoro per i lavoratori affetti da gravi patologie o invalidità temporanee. I ventiquattro mesi di congedo aggiuntivi non verranno pagati con la normale retribuzione ma consentiranno di tornare alla propria occupazione appena la salute lo permetterà. Da sottolineare come l’assenza, non essendo retribuita, non permetterà di maturare anzianità di servizio né la copertura ai fini pensionistici ma consentirà di riscattare l’intero periodo di congedo al raggiungimento della pensione.
Infine, sarà concesso ai malati oncologici o affetti da patologie gravi di lavorare in smartworking qualora l’occupazione lo consenta.
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