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Economia

Aumentano le Sigarette, ecco perché lo Stato lo fa ciclicamente e quanto ci guadagna un Tabaccaio

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Chi fuma non è certo felice quando aumentano le sigarette. Un qualcosa che avviene ciclicamente. Ma quanto ci guadagna davvero un Tabaccaio?

Fino a qualche tempo fa, poter aprire una Tabaccheria era sinonimo di “arricchimento” o quantomeno di soddisfazioni economiche. Ma è davvero così? Ecco come stanno le cose.

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Chi pensa ad aprire un’attività solitamente guarda a più fattori. Le proprie competenze/passioni/aspirazioni, ma anche le tendenze di mercato attuali e le prospettive future per quel determinato settore. Una tabaccheria è sempre stata considerata un’attività redditizia. Anche se ci vuole un investimento iniziale abbastanza importante.

Ad oggi, infatti, ci vogliono dai 50 ai 150 mila euro o più, per ottenere una licenza. Se poi parliamo di un esercizio già avviato, i costi possono raddoppiare. Ma una volta intrapresa quest’avventura, potremo davvero guadagnare con una Tabaccheria? E soprattutto, gli aumenti sulle Sigarette e sugli altri Servizi di Monopolio, rendono ancora? Andiamo a scoprirlo.

Aumentano le Sigarette, ecco perché lo Stato lo fa ciclicamente e quanto ci guadagna un Tabaccaio

Quando pensiamo al Tabaccaio, ci immaginiamo ovviamente il negozio che vende sigarette, bolli e giochi d’azzardo, come i Gratta e Vinci. Ma ovviamente un’attività di questo genere può offrire una moltitudine di servizi. Sicuramente maggiori rispetto al passato. Ecco perché, in sostanza, avere una tabaccheria può essere ancora un’attività redditizia.

Naturalmente pensiamo anche che i maggiori introiti arrivino dalla vendita di Tabacco e Sigarette. Ma forse non è propriamente così. Infatti l’esercente, sui detti prodotti, deve pagare l’aggio, e il guadagno finale non è proprio di quelli “entusiasmanti”.

L’aggio, tecnicamente, è “la quota di ricavo spettante al rivenditore. L’aggio è in termini economici il profitto lordo del tabaccaio. Lordo perché è al lordo sia delle spese operative della tabaccheria, che delle tasse. L’aggio varia in funzione dei differenti prodotti o servizi del Monopolio.

In Italia, secondo le ultime stime l’aggio è pari al 10% sui tabacchi e all’8% sui giochi e gratta e vinci. In soldoni, tanto per capire meglio, su ogni pacchetto di sigarette che al pubblico viene venduto a 5€, il tabaccaio ne guadagna 0,50.

Dunque deve vendere davvero molte sigarette, per recuperare i costi dell’attività e ricavarci un guadagno personale. Le ultime stime ISTAT, infatti, assegnano ai tabaccai un guadagno netto mensile che non supera i 1.500€. Come un qualsiasi dipendente, insomma.

Il “vantaggio” intrinseco nascosto dietro al consumo di sigarette

Va anche detto, però, che i tabaccai possono contare su un fattore che altre attività non possono vantare. La dipendenza da tabacco. Secondo alcuni studi, chi fuma continua a comprare le sigarette, anche se queste aumentano di prezzo. Ovvero, sembra che solamente l’1% dei consumatori cambi abitudine a seguito di un innalzamento del prezzo delle sigarette.

Senza voler indugiare sugli aspetti del tabagismo e sugli effetti dannosi per la salute, questo fattore diventa fondamentale da considerare se si desidera avviare una tabaccheria.

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