Ferie in busta paga: come interpretare i giorni residui e maturati? La guida rapida per non sbagliare

Le ferie sono un diritto del lavoratore e le relative informazioni sono contenute in busta paga.

Cosa sono le ferie maturate, le ferie godute, le ferie residue e le ferie residue AP? Ecco come distinguerle e non fare confusione.

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Tutti i lavoratori subordinati conoscono certamente la busta paga e sanno all’incirca come è strutturata. Essa rappresenta di fatto un prospetto, che dettaglia la somma percepita dal lavoratore come compenso per un certo periodo di lavoro. La busta paga dà un quadro, in termini monetari, dell’insieme dei rapporti del lavoratore con il datore di lavoro, con lo Stato (le imposte) e con gli enti previdenziali.

Come è noto, il datore di lavoro ha il dovere di consegnare, con la retribuzione mensile, questo documento nel quale debbono essere inseriti, oltre al periodo lavorativo di riferimento, tutti gli elementi che concorrono a individuare la retribuzione lorda e le deduzioni che conducono alla paga netta.

In questo periodo tipicamente dedicato alle vacanze e alle ferie, la busta paga assume uno specifico rilievo in rapporto alla questione relativa a quanti giorni di ferie ha maturato un lavoratore, e a quanti ne rimangono ancora da sfruttare. Di seguito vogliamo chiarire proprio questo: come individuare i giorni di ferie maturati e residui in busta paga? Facciamo chiarezza.

Ferie in busta paga: come individuarle

Chiaro che per ogni dipendente il diritto al recupero delle energie psicofisiche attraverso un periodo di riposo di più giorni, è e resta un diritto fondamentale e tutelato anche nella Costituzione. Ecco perché è opportuno che il lavoratore sia informato costantemente su quanti sono i giorni di ferie rimanenti. Infatti, si tratta di giorni di riposo che possono essere sfruttati anche in periodi dell’anno diversi dall’estate, ad es. al posto dei permessi.

Ebbene, se ci si chiede dove trovare i dati sulle ferie, l’interessato deve considerare l’ultima busta paga consegnata dall’azienda. Generalmente il dato sulle ferie è collocato in basso, subito sotto la sezione riferita a Irpef, Inail e Inps. In alternativa, la voce in oggetto potrebbe trovarsi nella parte centrale della busta paga, ma in ogni caso è piuttosto facile trovarla.

Le ferie indicate in busta paga sono divise in ulteriori sotto-voci, ovvero: maturate; godute;
residue; residue AP. Chiaro che al fine di capire quanti sono i giorni di ferie per il lavoratore, questi dovrà capire cosa significa ogni singola voce. Lo vediamo di seguito.

Ferie maturate, godute, residue, residue AP: cosa sono?

A questo punto facciamo chiarezza sulle singole voci, che compongono il quadro ferie nella busta paga consegnata al lavoratore:

  • ferie maturate: si tratta della sezione che indica i giorni di riposo maturati nel corso dell’anno. Ci sono aziende che preferiscono indicare le ferie che saranno riconosciute nel corso dell’anno, anche se non maturate e altre che, invece, indicano le ferie maturate ogni mese.
  • ferie godute: si tratta dei giorni già sfruttati dal lavoratore nel corso dell’anno di maturazione. L’utilità di questa area è legata alla verifica di possibili errori da parte dell’azienda, nel conteggio di giorni di ferie già goduti e attribuiti in numero superiore a quelli effettivamente fruiti.
  • ferie residue: sottraendo le ferie godute a quelle maturate, il risultato è il numero di giorni di ferie residue, vale a dire quei giorni maturati nell’anno in corso, che possono essere ancora goduti per riposare e recuperare le energie psicofisiche. Tuttavia come adesso vedremo, vi sono altri possibili giorni di ferie residui.
  • ferie residue AP: è noto che quello alle ferie sia un diritto fondamentale del lavoratore. Perciò le ferie non fruite nell’anno di maturazione non vengono meno. Il lavoratore ne potrà godere anche negli anni successivi e, proprio al fine di fare chiarezza anche su questa voce, le ferie residue AP sono indicate nella busta paga come giorni di ferie maturati negli anni passati, ma non ancora usati dal dipendente. Di fatto dunque il periodo di ferie complessivo, a disposizione del datore di lavoro, è dato dalla somma tra ferie residue e ferie residue AP.

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