Arriva la Dieta Pianeterranea, incredibile quanti chili si perdono: l’evoluzione che coniuga salute e globalizzazione

Cos’è la Dieta Pianeterranea? Assomiglia alla Mediterranea ma non è la stessa cosa. Però promette ottimi risultati.

Dobbiamo ammettere che stiamo vivendo un’era davvero rivoluzionaria. Insieme alla transizione energetica potremo attuare anche il cambiamento alimentare.

Dieta Pianeterranea
Adobe Stock

E non parliamo solamente dei benefici nel cibarsi di insetti. E di preparati industriali a base di farine, come le ormai famose “patatine alle larve”. Ma di un’ampliamento di quella che è la dieta Mediterranea, che da sempre offre ampi benefici alla salute. Oggi, grazie alla “globalizzazione”, possiamo parlare (anche) di Dieta Pianeterranea. Vediamo cos’è, come è concepita, e soprattutto se darà davvero una chance in più alla nostra longevità.

L’idea arriva da Napoli, più precisamente dalla “Cattedra UNESCO di Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile dell’Università Federico II di Napoli, coordinata da Annamaria Colao, ordinario di Endocrinologia e presidente della Società Italiana di Endocrinologia“. Lo staff ha da poco proposto anche su Nature Italy (una rivista scientifica italiana) questa innovativa dieta alimentare.

Curiosi? In effetti viene proprio da chiedersi quali sono le caratteristiche di questo nuovo modello alimentare. Ecco com’è concepito.

Come funziona la Dieta Pianeterranea

Sappiamo molto bene che la nostra Dieta Mediterranea fa bene alla salute. Il “successo” deriva dal fatto che è varia, ma soprattutto dall’alto consumo di vegetali. E di un buon apporto di grassi “buoni”. Il modello, dunque, rimane come parametro anche per la dieta che dovrà interessare il resto del mondo.

In sostanza, sempre verdure e frutta, ma ovviamente variabili in base al Paese. È noto che ovunque sono tante le specie ortofrutticole, e in questo modo tutti gli abitanti del Pianeta potranno praticare una dieta sana e ottima per prevenire molte malattie. Ricordiamo i benefici di un’alimentazione in “stile nostrano”.

La dieta mediterranea riduce del 30% eventi gravi a carattere cardiovascolare, di oltre il 50% la probabilità di tumore all’endometrio nelle donne, e del 30% l’insorgere di diabete

Va da sé che se anche gli altri Paesi, con le disponibilità locali, adottano un sistema simile, ne gioveranno in salute. Sebbene non tutti i prodotti a base della dieta Mediterranea sono reperibili in tutto il mondo, la volontà è quella di creare altre combinazioni. Che però offrano gli stessi vantaggi.

Fondamentale è infatti l’apporto di grassi insaturi e poi di cereali e verdura, nonché quantità moderate di pesce, latticini, carni rosse e persino vino rosso. Grazie alla “globalizzazione” è sempre meno difficile acquistare prodotti non autoctoni, anche se i prezzi sono un pochino più elevati, e questo vale per tutti i Paesi del mondo.

Ma se il programma verrò divulgato e promosso ovunque, le popolazioni potranno beneficiarne direttamente. Il progetto nato a Napoli, infatti, prevede una divulgazione di questa nuova concezione alimentare attraverso l’UNESCO.

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