Mangiare il pesce fa ‘venire il tumore’, ecco l’ultimo pericolo che ci aspetta a tavola

Abbiamo sempre pensato che mangiare il pesce fa bene. E ovviamente sarà ancora così, ma ecco quello che emerge da uno studio.

Alcuni studiosi hanno effettuato un’importante ricerca che è stata poi pubblicata all’inizio di questo giugno su National Library of Medicine. Ciò che emerge deve far riflettere.

Mangiare il pesce fa
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Lo scopo dello studio era quello di completare altre ricerche effettuate nello stesso comparto. Ovvero, trovare il nesso casuale tra l’alimentazione a base di determinati pesci e l’insorgere di tumori. Più precisamente il Melanoma.

Come sappiamo, il Melanoma è uno dei tumori maligni più temuti. Anche se dobbiamo specificare che ne esistono varie forme e dunque anche diversi tassi di mortalità. Secondo l’ISS, però, “nell’ultimo decennio il melanoma cutaneo ha raggiunto i 100 mila nuovi casi l’anno. Un aumento di circa il 15%.” Tra le tante conoscenze e le armi per combattere questo tipo di male, c’è sempre naturalmente la prevenzione.

Dunque sapere se un certo tipo di alimento può aumentare il rischio di Melanoma, è sempre un mezzo in più per tutelare la propria salute. Ma vediamo se dovremo “smettere di mangiare pesce” oppure no.

Mangiare il pesce fa venire il tumore? Cosa ha evidenziato un importante studio

Per arrivare alle conclusioni sulla relazione pesce-melanoma gli studiosi hanno coinvolto 491.367 soggetti che hanno partecipato al NIH-AARP Diet and Health Study. La volontà di comprendere maggiormente gli effetti del consumo di pesce e il rischio tumore deriva da due fattori. Il primo è che il questo è aumentato considerevolmente negli ultimi anni. Sia in Europa che negli USA. L’altro perché gli studi precedenti non sono stati ritenuti abbastanza esaustivi.

Va detto però, che anche nelle conclusioni di questa ricerca si evince l’esigenza di approfondire. Nel mentre, possiamo dire che il team ha osservato la dieta a base di pesce dei soggetti coinvolti. E chi ne ha consumato per almeno 2-3 volte alla settimana ha sviluppato con maggiore incidenza un qualche tipo di Melanoma.

Tradotto in numeri, secondo la ricerca, con 2 porzioni di pesce alla settimana, aumentavadel 28% la possibilità di sviluppare cellule anormali solo nello strato esterno della pelle – noto come melanoma di stadio zero o melanoma in situ – rispetto a porzioni minori.

Un dato molto interessante, e anche contrastante con alcune “convinzioni”, riguarda il tipo di pesce preso in esame. E le varie modalità di cottura. In particolare, la correlazione col tumore è emersa maggiormente col consumo di tonno e pesce vario, non fritto. Paradossalmente, chi ha mangiato pesce fritto ha sviluppato un minor rischio. Quantomeno sul Melanoma maligno.

Certamente non dobbiamo “demonizzare” il pesce. Anche perché dallo studio non si comprende quale sia la qualità del pesce preso in esame. Ad esempio sappiamo che alcune sostanze tossiche ingerite dai pesci a causa dell‘inquinamento possono passare all’uomo. Quindi la il nesso casuale potrebbe essere questo, e non certo il cibo in sé.

Ciò che possiamo fare noi consumatori – che d’altronde non siamo scienziati – è di verificare sempre la provenienza dei cibi che acquistiamo. Per scongiurare la presenza di pesticidi, metalli pesanti, antibiotici o altre sostanze chimiche. Che magari non fanno venire il Melanoma ma di certo non fanno bene al nostro organismo.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici pubblicati su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi)

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