Multe agli automobilisti, i comuni commettono irregolarità e a pagare sono gli italiani

Multe erogate erroneamente, i cittadini pagano gli sbagli degli enti locali. La situazione è fuori controllo ed è necessario un intervento tempestivo.

La rendicontazione delle multe sta diventando un fenomeno con mille problemi in Italia. Gli errori e irregolarità nascono dai comuni ma a pagare sono i cittadini.

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I Comuni aumentano le entrate grazie alle multe erogate ad automobilisti e motociclisti. Le sanzioni sono lecite se il cittadino sbaglia e viola la normativa ma gli importi e i provvedimenti devono essere quelli stabiliti dalla Legge. L’Antitrust, invece, denuncia il comportamento di alcune amministrazioni che tendono ad aumentare gli importi delle multe incrementando le spese di accertamento con la conseguenza che la somma da corrispondere diventa ancora più onerosa. E di spese gli italiani ne hanno già abbastanza ogni mese. I problemi rilevati dall’Antitrust sono diversi e sono stati portati all’attenzione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla Tutela dei Consumatori per chiedere una soluzione alla situazione che preveda di redarguire i Comuni sui comportamenti messi in atto.

Multe agli automobilisti, la denuncia dell’Antitrust

Il numero dei Comuni che gonfiano le multe per chiedere più soldi ad automobilisti e motociclisti è elevato secondo l’Antitrust. Molti comportamenti irregolari sono stati rilevati e ora è il momento di chiedere un cambiamento di rotta e soprattutto il rispetto delle regole. Oltre all’aumento delle spese di accertamento per influire negativamente (per i cittadini) sull’importo totale della multa, l’Autorità ha segnalato la mancata rendicontazione delle multe da parte degli enti locali al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili. Parliamo di un obbligo di Legge che prevede la decurtazione del 90% dei trasferimenti qualora risultasse un mancato adempimento. Il Mims non effettua i dovuti controlli per verificare i dati sui versamenti ma ciò non autorizza le amministrazioni a “dimenticare” la normativa.

In seguito all’audizione, l’Antitrust ha avanzato richiesta di una rapida soluzione alla problematica per evitare che i cittadini paghino più del dovuto e soprattutto per arginare le differenze notevoli che possono esserci tra comuni diversi. Servono, dunque, criteri di quantificazione oggettiva di quantificazione delle spese di accertamento delle multe agli automobilisti in modo tale da eliminare la discrezionalità degli enti locali.

Importo delle spese di accertamento

La normativa fissa forfettariamente le spese di accertamento (spese di notifica degli atti giudiziari) a 9,50 euro e il Codice della Strada stabilisce che sono a carico della persona multata. Il problema nasce nel momento in cui le giunte comunali deliberano l’aggiunta di voci diverse nelle suddette spese come i costi di stampa, i costi dell’acquisto dei palmari per il rilevamento dell’infrazione, le visure alle banche dati o i moduli autoimbustanti che fanno lievitare il costo della multa fino a 15 euro in più.