Pensioni di vecchiaia e adeguamento alla speranza di vita: la risposta che non ti aspetti ad un caso pratico

Facciamo chiarezza sulle pensioni di vecchiaia e i relativi requisiti, verificando anche l’adeguamento alla speranza di vita.

Colui il quale abbia al contempo sia il requisito contributivo che anagrafico può conseguire la pensione di vecchiaia, un particolare trattamento pensionistico previsto dalla legge.

Pensioni di vecchiaia e adeguamento alla speranza di vita
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Il tema delle pensioni è sempre tra i più dibattuti, tra le necessità di una riforma strutturale che renda finalmente il sistema previdenziale al passo con i tempi e le esigenze di far quadrare i conti pubblici.

Non deve sorprendere allora che negli ultimi anni si siano avute non poche modifiche legislative, le quali hanno modificato i requisiti e le età per andare in pensione. Come accennato, l’esigenza di fondo è di risparmiare sulla spesa previdenziale che, come in molti sapranno, rappresenta una delle più onerose voci di spesa per il bilancio pubblico.

Restando in tema previdenziale, di seguito vogliamo rispondere in sintesi e con chiarezza ad una domanda giunta da un lettore, che si chiede a quale età il padre – 66 anni e 38 anni di contributi versati – potrà andare in pensione, ovvero con quali requisiti. Ecco alcune precisazioni.

Pensioni e requisiti d’accesso: il contesto di riferimento

Onde rispondere al citato quesito dobbiamo anzitutto ricordare quelle che sono le maggiori riforme previdenziali degli ultimi anni, realizzate per dare una risposta al problema dell’andamento demografico, del costante invecchiamento della popolazione e della forte denatalità.

Soprattutto, in rapporto alla domanda di cui in apertura, rileva quanto stabilito dalla legge Fornero, ovvero il provvedimento che:

  • ha stabilito il passaggio definitivo al sistema contributivo;
  • ha codificato il meccanismo che correla l’aumento della speranza di vita alla pensione di vecchiaia;
  • ha eliminato la pensione di anzianità (quella con 40 anni di contributi a ogni età).

In linea generale – e per indicare comunque al lettore l’orientamento – oggi il sistema prevede:

  • la pensione di vecchiaia alla quale hanno diritto tutti i lavoratori assicurati con la previdenza obbligatoria e che all’età fissata dalla legge (67 anni dal 2019 al 2022, in aumento progressivo se aumenta la speranza di vita) abbiano un’anzianità contributiva di almeno 20 anni;
  • distinti meccanismi di pensionamento anticipato rispetto all’età della pensione di vecchiaia (ad es. Quota 102 o APE sociale).

Qual è l’età prevista oggi dalla legge per le pensioni di vecchiaia? L’adeguamento alla speranza di vita

E’ importante ricordare che dal 2019 l’età per le pensioni di vecchiaia è stabilita a 67 anni per tutte le categorie. In un decreto ministeriale la conferma dell’età di 67 anni anche per il biennio 2021-2022, a seguito dei rilevamenti ISTAT che non hanno registrato un aumento della speranza di vita.

Peraltro il requisito dei 67 anni sarà valido anche per quanto riguarda l’ottenimento dell’assegno sociale fino a tutto il 2022. Onde chiarire i contorni della risposta al quesito in apertura, ricordiamo che il meccanismo di adeguamento dalla speranza di vita era stato introdotto dalla riforma Dini e poi perfezionato in seguito da successive norme. Ciò sulla scorta dell’innalzamento della vita media della popolazione italiana. La finalità è appunto quella suddetta, ovvero arginare i costi sempre più alti della previdenza in Italia.

Nessun dubbio a riguardo: la regola prevede che il momento della pensione sia progressivamente spostato in avanti sulla base delle analisi dell’Istat, che definiscono la speranza di vita delle successive generazioni – con variazione dei requisiti anagrafici di accesso a tutte le tipologie di pensioni.

I requisiti anagrafici che servono all’accesso alle pensioni di vecchiaia sono oggetto dell’adeguamento alla stima di vita Istat a cominciare dal primo gennaio 2013. In particolare, il primo aumento è stato di 3 mesi; il secondo aumento, pari ad ulteriori 4 mesi, è scattato il primo gennaio 2016; il terzo adeguamento, il primo gennaio 2019, è risultato corrispondente a cinque mesi; il quarto ed il quinto adeguamento, previsti rispettivamente con decorrenza primo gennaio 2021 e primo gennaio 2023, sono risultati nulli. Come indicato anche dalla circolare Inps n. 28 del 2022, i requisiti anagrafici saranno invariati fino al 31 dicembre 2024.

In ogni caso, l’attesa riforma pensioni potrebbe introdurre significative novità rispetto a quanto detto finora. Al momento però questo è il quadro generale in tema di pensioni di vecchiaia ed adeguamento alla speranza di vita.

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, invia qui il tuo quesito 

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