Terza guerra mondiale, cresce il pericolo con una mossa USA che fa discutere: l’invio dei missili a lungo raggio

La terza guerra mondiale è dietro l’angolo; basta una piccola mossa sbagliata delle nazioni potenti del mondo per distruggere totalmente la pace.

L’USA vuole inviare missili a lungo raggio all’Ucraina per dare l’opportunità a Kiev di attaccare la Russia. Lo scacco matto sarà a Putin o all’intera popolazione europea e mondiale?

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La notizia lanciata dalla CNN spaventa i cittadini di quel posto che noi chiamiamo Terra. L’intenzione degli USA di inviare missili a lungo raggio a Kiev per fornire una potente arma con cui attaccare i territori russi potrebbe riservare spiacevoli conseguenze e scatenare una terza guerra mondiale. Joe Biden è l’ago della bilancia sui cui piatti ci sono Ucraina e Russia. L’equilibrio è ormai rotto ma uno sbilanciamento eccessivo risulterebbe devastante per le due nazioni e non solo. L’invio dei Multiple Launch Rocket System significherebbe per Zelensky poter sparare missili a ripetizione riuscendo a colpire obiettivi distanti centinaia di chilometri. A quale costo? La difesa ucraina verrebbe incrementata ma anche l’attacco risulterebbe più efficace. Con i missili a lungo raggio anche l’Ucraina potrebbe attaccare entrando nel territorio russo. E una possibile invasione oltre confine potrebbe scatenare l’ira di Putin verso Kiev e verso che ha rifornito il nemico della potente arma.

Terza guerra mondiale, i fattori che spaventano gli analisti

Fino a pochi mesi fa, il 24 febbraio per la precisione, l’idea di una guerra – per non parlare di una terza guerra mondiale – era ben lontana dai nostri pensieri. Stavamo per intravedere la luce dopo due anni di pandemia e la speranza era di ritornare presto alla normalità senza preoccupazioni e pessimistiche previsioni. I nostri piani, invece, sono cambiati anzi sono stati distrutti in minuscoli pezzettini con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Le avvisaglie di un duro conflitto c’erano? Può darsi ma ora i segnali sono molto chiari e preoccupano gli analisti.

Tre fattori in particolare sono alla base dei timori degli esperti. Il primo è l’irrigidimento dei rapporti tra Cina e USA in seguito al riferimento a Taiwan di Biden; il secondo è la quasi assenza totale di possibili spiragli di pace così come anche Draghi ha ammesso e, infine, l’ultima notizia lanciata dalla CNN sul possibile invio dei missili a lungo raggio dagli USA a Kiev.

Le conseguenze dell’atto di Biden

L’agenzia Dpa ha riferito di un patto tra i Paesi Nato in cui l’Alleanza Atlantica si impegnava a non inviare aerei caccia o tank all’Ucraina per evitare le ripercussioni russe. Agire in difesa va bene ma l’attacco è sconsigliato. Un eventuale cambiamento dei piani significherebbe creare le condizioni per una terza guerra mondiale.

La Polonia è stata bloccata proprio dalla Nato quando si diceva pronta a rifornire l’Ucraina di Mig 29 all’inizio della guerra. Ora è la volta degli USA; il patto non dovrà essere infranto oppure le conseguenze potrebbero rivelarsi devastanti. Nessuna mossa azzardata è contemplata, occorre che Biden rifletta sugli effetti dell’invio dei missili e inserisca sul piatto della bilancia anche i cittadini dell’Europa e del mondo.