Mutuo: tasso fisso o variabile, quali scegliere per risparmiare e non avere brutte sorprese nel tempo

Attualmente chi vuole comprare casa e necessita del mutuo noterà un preoccupante aumento dei tassi rispetto all’inizio del 2022.

Lo ha confermato anche la Banca d’Italia. Infatti, negli ultimi mesi i tassi di interesse sono saliti al di sopra del 2%. La prima volta dal 2019.

Mutuo_ tasso fisso o variabile
Foto Canva

Dopo anni in cui il mercato era fermo, ora ad aprile e a maggio chi vuole accedere ad un prestito per il mutuo dovrà fare i conti con tassi alle stelle.

Mutuo: tassi fissi o variabili, quali scegliere per risparmiare

Ad essere maggiormente interessati dall’aumento i tassi fissi. Per esempio, a gennaio un giovane sopra i 30 anni chiede un prestito di 100mila euro a tasso fisso per comprare una casa a Roma. Il TAN (Tasso annuo nominale) in quattro mesi è aumentato tra lo 0,80 e l’1% rispetto a gennaio, ma dipende anche dalla durata del finanziamento.

Quindi, la rata mensile salirebbe a 38 euro per un mutuo di 20 anni, altre i 40 euro per uno di 25 anni e a circa 50 euro per quello di 30 anni. In pratica, annualmente la spesa del mutuo arriverebbe a sfiorare i 590 euro, se la scadenza del finanziamento è di 30 anni.

Di conseguenza, con l’aumento dei tassi fissi chi ha chiesto un prestito dovrà pagare molti più soldi per il mutuo. Ma anche per le spese mensili e annuali.

Invece, per il momento sono stabili i tassi variabili. Il tasso è fermo all’8,06% come a febbraio 2022. Per questa ragione molti italiani scelgono questa tipologia di tassi per il mutuo. Infatti, i tassi variabili consentirebbero risparmi sulla rata mensile perché hanno un TAEG (Tasso annuale effettivo globale) che va dallo 0,35% allo 0,45%.

Comunque sia, gli aumenti dei tassi fissi non interesserà chi ha già in essere un mutuo, ma solo coloro che accedono oggi ad un finanziamento.