La diffusione del fotovoltaico ha avuto come conseguenza la diffusione di fake news, ovvero notizie false.
Ma come nascono le fake news? Il processo è semplice. Si seleziona un argomento che è attualmente in tendenza per trasformarlo in una notizia sensazionale. Aggiungiamo la diffusione sui social fatta da profili conosciuti ma che sono in realtà account falsi.
Una notizia falsa può essere diffusa anche da testate giornalistiche con un dominio simile ai giornali online originali. Quando ci si accorge dell’errore è tardi. Infatti, la condivisione della fake news è iniziata.
La stessa cosa è successo con il fotovoltaico. Infatti, si sono diffuse fake news riguardanti soprattutto l’aspetto economico e ambientale. Questo perché ci sono ancora molte persone che non credono che gli impianti che utilizzano energia rinnovabile siano realmente una fonte di risparmio.
In realtà, l’ente che compra l’energia elettrica dallo Stato, il GSE, ha i prezzi bloccati a 6,5 centesimi a kWh (kilowattora), mentre il prezzo attuale è di 20 centesimi. Quindi il risparmio si vedrà sulle bollette immediatamente.
Per questo motivo l’Italia Solare, associazione che raggruppa le aziende del fotovoltaico, ha iniziato una compagna stampa contro le fake news e per chiarire che i pannelli solari hanno indubbiamente dei vantaggi.
Fra le notizie false più diffuse, c’è quella che afferma che gli impianti fotovoltaici tolgono terreno all’agricoltura e quindi si avrà meno cibo. In realtà, il territorio coltivabile in Italia e di circa 16,6 milioni di ettari. Di questi, circa 4,2 milioni di ettari, più di un quarto, sono abbandonati. Ogni anno 120mila ettari non vengono coltivati. Se si vuole raggiungere una produzione energia per non essere più dipendenti dall’estero si dovranno realizzare impianti in grado di produrre 40 Gw di energia. Per riuscirci servirebbero circa 56mila ettari di terreno, ossia meno della metà dei terreni che non vengono coltivati.
Un’altra falsa notizia è il costo dei pannelli fotovoltaici. Certo non costano poco, considerando anche l’installazione e la manutenzione. Ma la spesa iniziale sarà certamente compensata nel tempo poiché l’impianto potrebbe durare anche più di 30 anni. Però, attenzione alla manutenzione e pulizia. Inoltre, si ricorda che il governo prevede bonus e agevolazioni fiscali.
Infine, i contestatori del fotovoltaico sono preoccupati per lo smaltimento perché pensano che una volta terminata la sua vita il pannello rimane nel campo per sempre. Invece, un pannello solare si ricicla molto più facilmente di un cellulare o di altri dispositivi. Infatti, essendo molto grande i componenti sono più facili da smontare e da smaltire.
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