Superbonus 110%: novità per le imprese e maggior difficoltà a terminare i lavori, cosa succederà

Superbonus 110%, il Decreto Tagliaprezzi introduce un emendamento che restringe la platea delle imprese che possono effettuare gli interventi.

Brutte notizie per alcuni imprenditori; solo le imprese con certificazione Soa potranno effettuare i lavori legati al Superbonus 110%.

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Il Superbonus 110% continua ad essere modificato in cerca della forma perfetta. Dopo il prolungamento al 30 settembre del termine ultimo per effettuare almeno il 30% degli interventi previsti e la libera partenza concessa a nuove cessioni del credito, giunge una notizia che indispettirà alcuni imprenditori. Parliamo della novità che limita l’ingresso alla misura alle imprese dotate di certificazione Soa.

Solo le imprese edili certificate potranno essere contattate dei cittadini per svolgere i lavori di ristrutturazione nell’ambito del Superbonus. Le reazioni post-notizia sono state diverse. Da un lato l’Associazione Nazionale Cantieri Edili si rivela soddisfatta della modifica apportata. Affidarsi a imprese certificate significa garantire la sicurezza sul lavoro e fare un passo verso la totale legalità. Dall’altra parte, però, ci sono le piccole e medie imprese artigiane che si vedono tagliate fuori dalla possibilità di ottenere lavori di riqualificazione energetica.

Superbonus 110%, qual è la certificazione richiesta

Il decreto Tagliaprezzi ha stabilito che dal 1° gennaio 2023 sarà necessario per le imprese avere la certificazione Soa per avviare lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica legati al Superbonus 110%. Sebbene la norma verrà introdotta ad inizio anno si avrà tempo fino al 1° luglio per assistere al pieno regime del cambiamento. Ma cos’è questa certificazione?

Parliamo di un’attestazione richiesta per la partecipazione a gare e appalti pubblici volta ad attestare la reale possibilità per l’impresa di poter sostenere i lavori direttamente oppure in subappalto per somme superiori a 150 mila euro. Inoltre, la certificazione prova la soddisfazione da parte dell’impresa dei requisiti previsti dalla normativa attualmente in vigore in relazione ai Contratti Pubblici di Lavoro. Se fino ad oggi l’attestazione veniva richiesta unicamente per partecipare a bandi di lavori pubblici, ora sarà indispensabile anche per partecipare al Superbonus 110%.

Quali sono le indicazioni

Dal 1° gennaio 2023 al 30 giugno dello stesso anno, un’impresa potrà sottoscrivere un contratto di appalto o subappalto unicamente dopo aver firmato un contratto di certificazione Soa avviando la procedura di attestazione. Un appunto finale è obbligatorio. La certificazione obbligatoria verrà richiesta unicamente per lavori di importo superiore a 516 mila euro.

Attenzione, però, ad un altro obbligo introdotto con il Decreto Tagliaprezzi. Parliamo della sottoscrizione del contratto dell’edilizia obbligatorio per le imprese che effettuato interventi di importo superiore a 70 mila euro con riferimento esclusivo ai lavori di natura edile.