IMU prima e seconda casa: è vero che l’ISEE permette uno sconto sul pagamento?

Valore IMU quanto incide nell’ISEE e quali sconti si possono ottenere sul pagamento della seconda casa? Facciamo chiarezza sul calcolo e sullo sconto. 

L’ISEE è un indicatore che serve per valutare la situazione economica dei nuclei familiari. Oggi utilizzato in tantissime agevolazioni e bonus, è diventato indispensabile. Nel 2022 con l’ingresso dell’assegno unico e universale c’è stato un vero boom di richieste.

IMU e ISEE
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L’ISEE scaturisce dalla DSU (dichiarazione sostitutiva unica) che prevede l’inserimento del valore dei fabbricati, terreni e aree fabbricabili intestati alla persona fisica. Il valore deve essere quello definito ai fini dell’applicazione dell’IMU al 31 dicembre del secondo anno precedente alla presentazione della DSU. Il valore deve essere inserito anche in caso di esenzione, tipo la prima casa.

IMU prima e seconda casa: calcolo e sconto

Un  Lettore pone agli Esperti di InformazioneOggi.it, il seguente quesito: “Vorrei sapere quanto incide il valore IMU che si inserisce nella dichiarazione ISEE. Come si effettua il calcolo con il coefficienti per la prima casa o seconda casa. Poi, è vero che con un ISEE basso si può ottenere uno sconto sulla seconda casa? Grazie per la risposta

I nuclei familiari residenti in immobile di proprietà, il valore ai fini IMU da indicare nella DSU e considerato al netto del mutuo residuo. Inoltre, tale valore non è rilevato al netto del mutuo residuo e non incide ai fini del calcolo del patrimonio immobiliare se inferiore alla soglia ISEE di 52.500 euro. La soglia è incrementa di 2.500 euro per ogni figlio successivo al secondo. Ricordiamo che i figli devono essere conviventi.

Se si supera la soglia limite, è considerato un valore superiore ai 2/3 della parte eccedente, secondo quanto prevede il DPCM 159 dell’anno 2013 articolo 5 comma 2.

Valore immobili da inserire nella DSU

Il valore ai fini IMU dell’immobile deve essere inserito nel quadro FC3 della DSU. Deve essere inserita alla categoria catastale A, oppure, C/2, C/6 e C/7. Il valore della rendita catastale deve essere maggiorata del 5%, moltiplicata per 160.

Per fare un esempio: un immobile classificato con categoria A/2 con una rendita catastale di 200, avrà un valore imponibile di 205 e moltiplicato per 160, il risultato è 32.800

In questo esempio, il valore ai fini del calcolo dell’Indicatore della Situazione Patrimoniale ai fini ISEE, è irrilevante per il nucleo familiare residente nell’immobile di proprietà, in quanto è inferiore alla soglia di 52.000 euro.

Possibile lo sconto sull’IMU per ISEE sulla seconda casa?

L’IMU non tiene conto dell’ISEE è un’imposta che si applica sul possesso dell’immobile. In riferimento alla seconda casa, abbiamo evidenziato qui come è possibile pagare di meno: IMU seconda casa: è possibile pagare meno ma sono pochi a farlo perché non lo sanno.

Ricordiamo che al primo gennaio 2014 sono esenti dal pagamento i possessori dell’abitazione principale accatastata con categoria dall’A/2 all’A/7, con relative pertinenze, sono escluse le categorie A/1, A/8 e A/9.

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, inviala alla mail: esperto.informazioneoggi@gmail.com