I titolari di legge 104 non sono esenti da multe se utilizzano i benefici di tale legge in modo illegale e inappropriato.
Il Codice penale prevede che chiunque utilizzi documenti o presenti dichiarazioni false conseguendone benefici per il proprio tornaconto personale potrebbe subire gravi conseguenze, anche penali.
La legge è uguale per tutti o almeno così dovrebbe essere, perché i furbetti sono sempre presenti. Basta pensare a quello che si sono inventati nel modulo ISEE per ottenere l’Assegno unico e universale per i figli.
Quindi se si commettono degli illeciti, il nostro ordinamento è chiaro. Così come le conseguenze. Nessuno ne è escluso. Neppure i titolari di legge 104 o i loro familiari.
Come si sa, la legge 104/1992 tutela le persone con disabilità e invalidità tramite alcuni benefici. Ad esempio, esenzione dal pagamento del bollo auto oppure bonus vari da richiedere con agevolazioni e sconti. Tantissime sono le novità nel 2022 sia per i titolari di legge 104 sia per i loro familiari. L’importante è che la documentazione sia in regola.
In realtà, anche in questo caso i furbetti non mancano. Si pensa ad esempio ai beneficiari di legge 104 che producono e presentano documenti falsi per ottenere contributi, agevolazioni, sconti, finanziamenti. Considerando che la legge tutela non solo la persona con disabilità ma anche i suoi familiari, gli “imbrogli” potrebbero esserci. Quindi anche a questa categoria così bene tutelata si applicano, quindi, le sanzioni previste del Codice penale.
Nello specifico si fa riferimento all’art. 316 ter del Codice penale. Questo articolo prevede che chiunque presenti documenti falsi a seguito dei quali riceverà dei benefici, sarà punito con un periodo di reclusione che potrà essere da 6 mesi a 3 anni a seconda della somma acquisita illegalmente. Se l’illecito lo ha commesso un pubblico ufficiale la reclusione andrà da 1 a 4 anni.
Invece, la reclusione non si applica se la somma illegalmente percepita è inferiore a 3.996,96 euro. In questo caso, però, scatteranno delle multe molto onerose. Infatti, gli importi possono variare da un minimo di circa 5mila a un massimo di 25.882 euro.
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