Con il nuovo Decreto Energia, arriva l’ok anche per togliere il Canone Rai dalla bolletta. Era in vigore dal 2016.
È stato approvato alla Camera il Decreto Energia. Adesso si attende il via libera dal Senato. Tra le altre cose, un ordine del giorno presentato da Maria Laura Paxia del gruppo misto, per eliminare per sempre il Canone dalla bolletta elettrica.
La deputata, nel suo intervento chiedeva al Governo di dare seguito alle raccomandazioni dell’Unione Europea sul fatto di scorporare dal totale della bolletta elettrica il Canone Rai. In realtà, sembra che l’Italia avesse preso un impegno ben preciso da rispettare entro il 31 luglio del 2022.
Dopo la discussione tra le parti, non si è proceduto a votazione dell’ordine del giorno. Questo perché è stata accettata una riformulazione dell’impegno da parte del Governo. In sostanza, si rimanda lo stop in bolletta al 2023. Dal prossimo anno, però, il Canone tornerà a dover essere pagato col classico bollettino, o forse in modi alternativi che verranno individuati.
Ma sicuramente non sarà più nella bolletta della Luce. Tutto nasce da ciò che ha affermato l’Unione Europea: il Canone Rai è “un onere improprio” e non può essere preteso “forzatamente” tramite la fattura dell’energia elettrica.
Forse tutti si ricordano che questo sistema è stato adottato nel 2016 dall’allora Governo Renzi. Venne istituito per impedire la grande evasione di questa tassa da parte dei cittadini italiani. E infatti funzionò perché da allora gli introiti sono stati più cospicui e regolari.
A questo proposito, però, c’è da dire che tutti gli attori in campo temono che si ritorni ad uno stato di evasione. Ricordiamo che il Canone Rai deve essere versato tutti gli anni da chiunque possiede un televisore. Anche se non lo usa.
Primo tra tutti coloro che sono preoccupati di conseguenze per il mancato pagamento è l’USIGRAI, il sindacato dei giornalisti Rai. In una nota dichiara infatti: “Se il fenomeno dell’evasione dovesse aumentare, ad essere in pericolo sarà il servizio pubblico. Già negli anni è stato gravato dal prelievo forzoso di 150 milioni […] I giornalisti Rai chiedono quindi di conoscere, quanto prima, quali strumenti metterà in campo il governo per la riscossione del canone televisivo.”
In sostanza dunque non è tanto il ritorno al bollettino che preoccupa, ma la mancanza di idee su come combattere quello che sembra un ritorno all’evasione certo. Ancora una volta, sottolinea il Sindacato, si rivelerebbe inutile adeguarsi alle normative europee senza creare le condizioni adatte.
Sono in molti, da diverso tempo, che chiedono che il Canone venga aumentato. Anche perché, come ribadisce con forza sempre l’USIGRAI, quello italiano è il più basso d’Europa.
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